Addio Sic!

Una gara che doveva durare molto di più. Una vita che non doveva finire. Alle 10.56 ora italiana (16:56 in Malesia) se ne è andato Marco Simoncelli, 24 anni, romagnolo doc e puro talento. Beffarda la dinamica: al secondo giro il Sic perde aderenza in una curva a destra. La fisica direbbe che corpo e moto dovrebbero prendere la tangente e uscire nelle ampie vie di fuga: invece non è così. La ruota posteriore della sua Honda tiene un poco di aderenza, aiutata dal corpo che resta sotto la carena della moto, e questo le permette di avere ancora trazione nella traiettoria. Risultato: moto e pilota sterzano e chiudono la curva verso destra, in una dinamica appunto innaturale, inusuale. Marco viene travolto sia da Colin Edwards che da Valentino Rossi, incolpevoli nell’occasione, i quali non possono far altro che tentare di scartare ancora più all’interno della curva, ma essendo lo spazio troppo stretto centrano in pieno testa e collo del pilota italiano. Edwards cade (sospetta lussazione della spalla), Rossi taglia dentro il prato, evitando la caduta. Simoncelli resta immobile a centro pista, senza il casco, che è stato scaraventato via nell’impatto.

I soccorsi sono immediati e la gara viene sospesa, poi rimandata, infine cancellata. Si teme il peggio: lo si capisce dai volti dei colleghi e lo si sente nell’aria. Dopo circa un’ora di silenzio e facce scure la tragica notizia: il portavoce dell’organizzazione pronuncia la fatidica frase “Marco Simoncelli has died…”. Il Sic è Morto. Non c’è più. Un ragazzone ironico, forse un po’ acerbo proprio perchè cresciuto solo un po’, non del tutto. Ancora troppo giovane per avere il giusto sale in zucca. Era uno scapestrato, irridente fino a dare sui nervi per qualche collega troppo serioso. Ma non lo si poteva odiare. Faceva ridere, scompisciare nel suo continuo repertorio di esclamazioni folkloristiche e dialettali. Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987 e morto troppo giovane per una assurda concatenazione di eventi. Ora non fa più ridere il Sic: ci fa piangere nella peggiore delle sue performance. Abbiamo sperato che uscisse da quel centro medico dicendo che c’aveva preso in giro, deriso, fatto prendere uno spavento e basta. Invece è tutto vero, tutto nero. Troppo triste per riguardare il Sic!
Restano i dati di una carriere breve ma immensa: 151 Gp disputati nelle varie classi, 14 vittorie, 31 podi e un mondiale, quello della vecchia 250, nel 2008, con la Gilera. Aveva raggiunto il miglior risultato in MotoGp proprio nell’ultima gara in Australia: un secondo posto sudato e conquistato con quel talento che resterà per sempre inespresso oramai. Ma a pensare bene non restano solo dei freddi dati statistici che fanno storia. Resta il ricordo di un ragazzo, non ancora uomo, che si divertiva come un matto a fare il suo lavoro. Un lavoro che, purtroppo, è rischio allo stato puro e, a volte, ha la meglio sulle speranze e sull’illusione di essere invincibile. Nessuno merita di morire nel proprio lavoro, ma ti vien da dire “perchè proprio lui?”. In fin dei conti siamo sicuri che se la Morte dovesse fare la conta per decidere non avrebbe mai scelto il Sic, se lo avesse conosciuto veramente.
Ciao Sic ci mancherai!

 

di Luca Bolli

 

23 ottobre 2011

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