Caso Meredith, Amanda e Raffaele assolti: Non hanno commesso il fatto

Perugia. Sono stati assolti con formula piena Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati precedentemente per l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto nella notte tra il 1 ed il 2 novembre. La corte d’appello italiana ha quindi assolto i due ex fidanzati ritenendoli non colpevoli dei fatti, tuttavia la Knox è stata condannata a tre anni per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (altro indagato, risultato poi innocente) ma avendo già passato più di tre anni in carcere è tornata in libertà. Una caso giudiziario questo che quest’oggi ha catalizzato l’attenzione sulla città di Perugia, già da alcuni giorni si ipotizzava che la famiglia della studentessa americana, Amanda Knox, stesse preparando il ritorno in patria della figlia con un aereo privato. Nel corso dell’udienza di oggi la Knox ha affermato, ricordando come ha ritrovato la casa dopo l’omicidio di Meredith: “In quella casa sarei morta anche io. Oggi si decide la mia vita.”

La decisione della corte d’appello ha causato molte discussioni, soprattutto da parte dei familiari della vittima. Se prima del processo il legale della famiglia di Meredith ha affermato: “Le difese di Amanda e Raffaele continuano a sostenere la colpevolezza di Rudy Guede, ma noi siamo pienamente convinti che i due giovani che oggi sono in attesa del giudizio siano coinvolti nell’omicidio”; subito dopo la decisione del tribunale, nel corso di una conferenza stampa i genitori hanno dichiarato: “Cerchiamo la verità. Perdonare? Quasi impossibile”.
Differenti naturalmente le reazioni da parte degli imputati risultati innocenti. Il padre di Raffaele Sollecito ha detto ai giornalisti: “Lasciatemi riprendere… Sì, lasciatemi riprendere, mi devo riprendere. La corte mi ha restituito mio figlio. Sono immensamente contento di questa sentenza, finalmente è stata fatta luce e dato fondamento a tutto quello che abbiamo cercato di dimostrare in primo grado. Raffaele non ha nulla a che vedere con la morte di quella ragazza che resta comunque nel nostro cuore. Avrei voluto parlare con i familiari di Meredith a loro hanno tolto una figlia in modo crudele terribile, ma a me oggi hanno restituito mio figlio. Ora finalmente mi permetto di piangere”.
Mentre la sorella di Amanda ha affermato: “E’ finito un incubo. Siamo grati che finalmente questo incubo sia finito, lei ha sofferto per tre anni per un crimine che non ha commesso. Ringrazio gli avvocati che l’hanno difesa in maniera geniale e le hanno voluto bene”.
La famiglia Knox ha poi chiesto privacy per permettere ad Amanda di uscire da questo incubo.
Altre reazioni ancora fuori dal tribunale da una parte la folla ha protestato contro la decisione urlando: “Vergogna, vergogna”, “Buuuu”, “Datela a noi Amanda”; dall’altra le tv americane hanno esultato per la decisione. La situazione si è fatta più tesa quando protestanti hanno aggredito i legali e gli amici di Sollecito.

 

 

di Enrico Ferdinandi

 

3 ottobre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook