Wangari Maathai, la prima donna africana a prendere il Premio Nobel per la pace è morta

È morta in Kenya, a Nairobi, la prima donna africana a vincere il premio Nobel per la pace nel 1984, si tratta di Wangari Maathai. La leader degli ambientalisti aveva 71 anni ed aveva fondato il movimento Green Belt contro la desertificazione, ma si era battuta anche per difendere i diritti umani e la qualità di vita delle donne. Un lavoro importante il suo che merita di esser ricordato per quello che ha significato per migliaia di donne africane e non solo, è di ieri la notizia che  vede “fiorire” ancor di più la primavera araba con la decisione di estendere il voto in Arabia anche alle donne a partire dal 2015. Una piccola vittoria questa che ricorda quanto sia importante il lavoro di donne come Wangari Maathai.

Maatahi si candidò più volte in parlamento e nel 2002 vi entrò, fra il 2003 e il 2005 fu nominata vice ministro per l’Ambiente nel governo del presidente Mwai Kibaki, queste le sue parole: «Almeno non devo passare le mie giornate nelle celle della polizia ora è divertente incontrare gli stessi poliziotti che mi inseguivano con armi e bastoni. Oggi sono molto rispettosi e mi salutano ovunque vada».
L’eredità che ha lasciato è tanta e con essa anche la responsabilità nel saper fare buon uso delle sue parole e dei suoi insegnamenti, una delle sue più grandi vittorie fu proprio quella legata alla ripopolamento della flora del parco di Uhuru.
Anche l’ex presidente di Legambiente Ermete Realacci, oggi parlamentare Pd ha ricordato Wangari Maathai ricordando che: «L’azione della Maathai, originale e precorritrice dei tempi, ha avuto il grande merito di legare le questioni della difesa dell’ambiente ai grandi temi della globalizzazione, alla povertà che affligge tanta parte della popolazione umana e all’insicurezza nel mondo». E «fu per questo suo modo di intendere l’ambientalismo, come cardine su cui centrare le questioni dell’economia e dello sviluppo, che nel 2004 le fu assegnato il Nobel per la pace. Con la sua associazione Green Belt Movement, Wangari Maathai ha fatto capire che la lotta contro la deforestazione del Kenya e dell’Africa era strettamente connessa con la povertà di milioni di persone e con la democrazia. L’insegnamento di questa grande protagonista rimarrà per sempre».

 

di Enrico Ferdinandi

 

26 settembre 2011

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