Fabbrica-arsenale di penne-pistola scoperta nel cagliaritano

Sessantatré penne-pistola, calibro 22, pronte per la vendita sul mercato nero, ventidue ancora in fase di assemblaggio, circa duecento parti per l’allestimento di almeno altre quaranta armi di piccolo calibro, sono state rinvenute a San Sperate, nel cagliaritano, all’interno di un laboratorio clandestino specializzato nella fabbricazione di armi da fuoco di piccole dimensioni.

L’operazione, condotta dai carabinieri del luogo coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Iglesias, ha portato all’arresto di Enrico Ferrai, 70 anni, originario di Arzana ma residente a Cagliari, già noto alle forze dell’ordine per aver partecipato nel 1967 al rapimento del radiologo Giuseppe Deriu, e Marco Testa, 61 anni, suo presunto complice.

Le pistole, del tutto simili a delle normali biro con tanto di meccanismo a scatto, una volta sul mercato clandestino avrebbero potuto eludere ogni tipo di controllo, anche aeroportuale. La scoperta sarebbe avvenuta per caso, a seguito di un normale controllo di una pattuglia dei carabinieri della Stazione di San Sperate, sulle auto in transito nella zona.

Fermato il mezzo sul quale viaggiava il Ferrai, i militari si erano accorti che lo stesso era sprovvisto di copertura assicurativa e del certificato di revisione, mancanze che avevano fatto scattare il sequestro immediato del mezzo. I carabinieri hanno così scortato il veicolo in caserma e, durante il tragitto, hanno notato che uno degli occupanti buttava via qualcosa dal finestrino. Incuriositi dallo strano comportamento che i due avevano avuto sin dall’inizio, i militari sono tornati indietro e hanno scoperto che l’oggetto era una penna-pistola.

Gli uomini dell’arma hanno infine perquisito le abitazioni dei due malviventi dove è stato scoperto il laboratorio-arsenale.

di Roberto Mattei (26/09/2011)

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