Libia: Trovata a Tripoli fossa comune con più di 1700 corpi

Agghiacciante ritrovamento a Tripoli, una fossa comune con oltre 1700 corpi, appartenenti a prigionieri uccisi nelle carceri di Abu Salim nel 1996. I corpi sono stati scoperti in una fossa comune a pochi chilometri dalle carceri della capitale libica ed a render ufficiale la notizia è stato quest’oggi il Consiglio Nazionale di transizione, l’organo politico degli insorti.
Khaled Sherif, portavoce del Consiglio militare, nel corso di una conferenza stampa a Tripoli, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto il luogo dove sono stati interrati tutti questi martiri veri e propri atti criminali commessi dal regime di Muammar Gheddafi”.

Un abitante di Abu Salim (Il cui carcere era conosciuto perché usato da Gheddafi per imprigionare e torturare i suoi oppositori) ha detto che dopo la rivolta degli insorti: «Le guardie carcerarie erano fuggite. La prigione era rimasta abbandonata. Con altri abitanti del quartiere ci siamo uniti ai combattenti. Abbiamo spaccato i lucchetti e aperto le porte delle celle. Sono usciti tutti, come un fiume in piena».
I corpi ritrovati nella fossa comune potrebbero, secondo alcune fonti, anche essere 2.000, e furono uccisi in un solo giorno, un massacro che fu ben occultato per evitare che Gheddafi fosse condannato, ciò che quindi in Libia era sussurrato con timore è quest’oggi diventato una realtà per il mondo intero, i prigionieri furono  radunati nel cortile del carcere e poi massacrati con colpi di mitriartici e granate lanciate dai tetti.
Questo è forse una delle fosse comuni più grandi della storia, cosa che forse può far capire ancora di più agli occidentali il perché della rivolta libica, della tenacia degli insorti, della loro voglia di libertà.

 

di Enrico Ferdinandi


25 settembre 2011

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