Cina: Fabbrica inquinante chiusa dopo manifestazioni popolari

Buone nuove arrivano dalla Cina dove giunge la notizia della chiusura di una fabbrica di pannelli solari (nell’est del paese) dopo le manifestazioni a cui hanno partecipato centinaia di persone negli scorsi giorni e che accusavano i produttori di aver inquinato l’ambiente e causato tumori agli abitanti ed ai lavoratori. Le proteste andavano avanti da lunedì scorso finché giovedì gli scontri fra le autorità ed i manifestanti non si sono fatti più accesi. I 500 abitanti del vicino villaggio di Hongxiao che si erano riuniti nella citta’ di Haining per chiedere spiegazioni, soprattutto dopo la moria di pesci avvenuta qualche tempo prima nei pressi di un vicino fiume, hanno resistito ed hanno fatto sentire la loro voce. La rabbia degli abitanti è dovuta anche al fatto che tra i residenti dei villaggi limitrofi sono stati accertati almeno 31 casi di cancro ed almeno altri sei di leucemia.

Tra giovedì notte e venerdì mattina i manifestanti hanno preso il controllo della societa’ Jinko Solar, saccheggiando uffici e magazzini e rompendo i macchinari. La polizia li ha poi respinti ma gli scontri si sono protratti fino a sabato, dai controlli è poi emerso che i rifiuti prodotti da questa fabbrica effettivamente non erano conformi alle norme cinesi in vigore dallo scorso aprile. Ricordiamo che la Jinko Solar da’ lavoro a 10.000 persone nelle province di Jiangxi et du Zhejiang e che è anche quotata in borsa, per questo motivo le proteste degli abitanti di Hongxiao sono state così importanti, danno il buon esempio. Una società come questa dovrebbe mettere al primo posto una produzione ecologica ed il fatto che i cinesi abbiano alzato la testa in questo modo non può che essere un segno progresso culturale.

 

di Enrico Ferdinandi

 

19 settembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook