Cina:bambino reso cieco dai trafficanti di organi

Cina:bambino reso cieco dai trafficanti di organi

La realtà choc di una compravendita illegale senza consensi.Togliere gli occhi ad un bambino per soddisfare l’insaziabile traffico di organi.

Traffico d'organi -Questo sconvolgente fatto di cronaca arriva da Pechino, dove un reportage trasmesso da un’emittente televisiva della provincia settentrionale dello Shanxi ha diffuso in tutto il mondo le immagini di un bimbo sdraiato su un letto di ospedale con una vistosa benda sugli occhi. La notizia, riportata anche dalla stampa cinese, ha suscitato l’indignazione di tutta la popolazione dei social network.

La vittima, di soli 6 anni, ha subito un doppio intervento per la rimozione dei bulbi oculari e delle cornee e i genitori, che appaiono nel video, hanno ammesso la loro incredulità di fronte alla mutilazione visiva del figlio: la madre e il padre erano fermamente convinti che il bambino si fosse ferito in seguito ad una caduta e mai avrebbero pensato ad un trapianto.

L’espianto di organi senza il consenso della famiglia o della vittima, è una pratica molto diffusa in Cina e l’enorme domanda che alimenta il mercato degli organi rappresenta il frutto dall´antica tradizione cinese, che riduce drasticamente le donazioni: infatti, il corpo del defunto non può essere toccato e la salma deve rimanere intatta per rispettare gli antenati.

Secondo le fonti di numerose organizzazioni non governative, il 95% degli organi proviene dai corpi di prigionieri condannati a morte e l´espianto avviene subito dopo l’esecuzione; esistono 600 strutture ospedaliere coinvolte in questo traffico, considerato molto lucrativo visto che i prezzi di vendita di fegati, cornee e reni arrivano a una decina di migliaia di dollari. Spesso i detenuti sono obbligati a “donare” i loro organi durante la  permanenza in carcere e il loro consenso arriva sempre dopo una tortura.

La cessione di un organo non è quasi mai un atto volontario e quando avviene, non si tratta di una decisione libera e consapevole, ma di una scelta forzata dalla povertà: molti giovani indigenti decidono di lanciarsi in questo mercato per potersi costruire un futuro migliore.

La drammatica realta´ cinese si riassume in questa storia: una famiglia rurale viene coinvolta in un giro d’affari  illegale dove un bambino di soli 6 anni  non puo´ più vedere la vita e una madre e un padre rimangono basiti e commentano con queste parole l’accaduto: “non avremmo mai immaginato una cosa del genere”.

di Benedetta Cucchiara

28 agosto 2013

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