Violentata dal patrigno per 20 anni, partorisce 10 figli

Violentata dal patrigno per 20 anni, partorisce 10 figli

Il caso drammatico di una trentacinquenne argentina e il problema sociale della violenza domestica all’ombra di Buenos Aires

Vioentata dal patrignoAvere 35 anni e contare 10 figli, frutto di una realtà agghiacciante e ricca di vessazioni.

Questi sono i numeri di una donna argentina che dopo aver subito per più di venti anni gli abusi del patrigno, ora torna a respirare la libertà, una libertà mutilata dal persistente ricordo della violenza domestica.

Il fatto è accaduto in provincia di Santiago del Estero, un piccolo paese di campagna situato a nord dell’Argentina, dove la ragazza ha vissuto con la madre e con il suo compagno, che ha abusato di lei a partire dall’undicesimo anno d’età; la particolarità del caso risiede sì nella lunghezza temporale della violenza, ma anche nel numero dei figli avuti dal patrigno, suscitando lo stupore del magistrato Rosa Falco che si occupa del caso e che ammette: ” è la prima volta che vediamo una situazione così particolare, dove la vittima ha subito violenze per molto tempo e ha avuto 10 figli dal suo aguzzino”.

10 gravidanze, la prima a soli 14 anni, nascoste grazie alla posizione isolata dell’abitazione e al silenzio complice della madre, fomentato dalla paura o dall’indifferenza.

La ragazza ha vissuto tutti questi anni completamente isolata dal mondo e non ha avuto la possibilità di andare a scuola, rimanendo così analfabeta; è riuscita a fuggire dal” mostro” ,che ora è stato arrestato e rischia dagli otto ai quindici anni di carcere, solo grazie ad una famiglia di conoscenti che l’hanno spinta a confidarsi.

Questo caso eclatante accende i riflettori su una questione più ampia, quella della violenza domestica, che in Argentina rappresenta un problema sociale esteso.

Amnesty International, in un rapporto del 2012, ha rilevato che in questo Stato una donna muore ogni 2 giorni a causa delle percosse domestiche e le statistiche del ministero della sicurezza provinciale di Buenos Aires hanno svelato dati allarmanti: nei primi 10 mesi dell’anno sono state presentate 52.351 denunce per abusi avvenuti nella capitale e 260 casi attendono una sentenza.

La legge argentina prevede che ogni vittima di violenza domestica, fisica o psicologica, può sporgere denuncia e il giudice può ordinare l’allontanamento del soggetto violento dall’abitazione,ma solo per l’abuso che attiene “all’integrità sessuale” è previsto un periodo detentivo di 20 anni. Spesso manca una vera e propria vigilanza da parte della polizia e del sistema giudiziario, rendendo la legge inefficace e non garantendo la tutela delle donne e dei bambini. Inoltre, esistono dei servizi offerti dal governo per il supporto delle vittime, ad esempio dei centri di ascolto,ma molte organizzazioni non governative, tra queste Human rights watch,hanno denunciato l’inutilità di questi programmi perchè operano senza un solido supporto legislativo e sono quindi incapaci di prevenire le vessazioni familiari.

La storia di questa ragazza deve essere valutata alla luce di un contesto sociale difficile,dove la violenza familiare non rappresenta l’eccezione.

“La mia vita è stata piena di abusi e sofferenze, non credevo di avere dei diritti”. Questa frase, pronunciata dalla donna davanti ai magistrati, ha fatto il giro del mondo rivelandoci una giovane esistenza completamente estranea alla vita e il suo dolore.

di Benedetta Cucchiara

27 agosto 2013

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