Nigeria: Autobomba alla sede Onu causa 18 morti

di Enrico Ferdinandi

Ad Abuja. Nella capitale nigeriana un autobomba scoppiata contro la sede delle Nazioni Unite ha provocato 18 morti. Soldati, militari e poliziotti hanno cercato di evitare il peggio, ma la potenza dell’esplosione è stata molto forte. Molti i feriti gravi attualmente ricoverati nel vicino ospedale della capitale nigeriana. Il commissario della Polizia Mike Zuokumor  ha poi affermato che: “Diverse persone sono state portate in differenti ospedali, per cui non siamo certi del dato sulle vittime. Sono almeno 18”.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti avvenuta grazie ai testimoni si è appreso che l’esplosione ha danneggiato parte del palazzo dove normalmente lavorano circa 400 persone. Attualmente non ci sono state rivendicazioni ma c’è da tener conto che già lo scorso giugno un attentato simile, rivolto però contro la sede della polizia di Ad Abuja era stato rivendicato dalla setta islamica radicale nigeriana Boko Haram.

Un testimone ha poi dichiarato: “Molto probabilmente è opera di Boko Haram e, o, dell’Aqim (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) ed è una grave escalation nella situazione della sicurezza in Nigeria. E’ la peggiore cosa che potesse accadere”.

Il segretario delle nazioni unite Ban Ki-moon ha detto che il bilancio dei morti è destinato a crescere considerevolmente.

Papa Benedetto XVI ha espresso cordoglio per le vittime dell’attentato kamikaze (ancora da confermare ufficialmente se sia stato un kamikaze o meno) alla sede dell’Onu con due telegrammi, uno indirizzato al presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, ed un altro al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. Benedetto XVI si è detto addolorato per la ”terribile perdita di vite sia tra i cittadini che tra gli impiegati delle Nazioni Unite” e rinnova l’appello ”a quanti hanno scelto la morte e la violenza” ad ”abbracciare invece la vita e il dialogo”.

Chissà che il dialogo sia “l’arma” giusta per fermare la violenza che sta dividendo la nazione. Difatti dall’inizio di quest’anno, dopo le elezioni presidenziali il paese si è diviso in due, al nord con prevalenza islamica ed il sud con maggioranza cristiana.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook