Assassinio Melania – Parolisi condotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato

di Patrizia Tarli

Omicidio volontario pluriaggravato nei confronti della moglie Melania Rea – questa sarebbe l’accusa con la quale il Caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi è stato prelevato dalla Caserma Clementi di Ascoli dove era tornato a lavorare lunedì scorso.

Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha, infatti, accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l’arresto per l’omicidio volontario aggravato di Melania Rea, avvenuto il 18 aprile scorso nel Bosco di Ripe di Civitella. Una misura cautelare ritenuta opportuna per scongiurare il pericolo di un’eventuale inquinamento delle prove.

In seguito a questa decisione stamane al Caporalmaggiore è stato notificato l’arresto per omicidio volontario pluriaggravato della moglie.

Ritenuto ormai certo a seguito dei rilievi effettuati che la morte della donna sia avvenuta nel Bosco di Ripe, nel teramano, quindi in territorio abruzzese, la competenza per territorio non è della Procura di Ascoli, bensì di Teramo – il gip Calvaresi pronunciando l’ordine di arresto si è dichiarato incompetente per territorio e tutti gli atti dell’inchiesta al più presto passeranno presso la Procura di Teramo.

Calvaresi comunque nei prossimi giorni si riserverà di sottoporre Parolisi all’interrogatorio di garanzia, che entro i successivi 20 giorni verrà ripetuto dal gip di Teramo ai fini della tutela e garanzia del Caporalmaggiore.

Appena saputo della notizia la prima preoccupazione della famiglia di Melania è stata per la piccola Vittoria – “ E adesso come facciamo con la bambina?” ha esclamato Michele Rea, fratello di Melania e zio della bimba che, dopo la morte della madre, si ritrova privata anche del padre.

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