L’inquinamento facilita la depressione e la perdita di memoria

di Enrico Ferdinandi

L’inquinamento, problema sempre più presente nella grandi metropoli secondo uno studio, condotto da dei ricercatori della  Ohio State University, non danneggierebbe solo il cuore ed i polmoni ma anche la memoria, sfavorendo l’apprendimento e a lungo termine può portare alla depressione.
Secondo i ricercatori le polveri sottili serebbero la causa, sempre a lungo termine, di cambiamenti reali nella struttura cerebrale.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry,  ha evidenziato come il team di ricercatori, guidati dalla dott. Laura Fonken, dopo aver sottoposto dei topi ad aria inquinata (paragonabile a quella che respiriamo nelle città) da polveri prodotte da automobili e macchine industriali per cinque volte alla settimana, sei ore al giorno nell’arco di dieci mesi avrebbero presentato i disturbi sopra citati: comportamenti più ansiosi e depressivi e peggiori livelli di apprendimento e di memoria (messi in un labirinto mostravano più difficoltà a ritrovare la via d’uscita che era stata loro precedentemente insegnata). Al contrario un altro gruppo di topi rimasti in un ambiente con aria sana sarebbero rimasti in ottima salute.
L’ippocampo dei topi “inquinati” sarebbe così rimasto danneggiato, presentando dendriti, ovvero fibre che si ramificano a partire dal neurone e spine dendritiche, responsabili della trasmissione dei segnali nervosi da un neurone all’altro, molto più corte del normale, quindi meno efficenti a causa dello smog. Farà bene allora chi passeggiando in città indossa le famose mascherine bianche?

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