DUE SOTTO IL BURQA | Una commedia intelligente contro l’integralismo

DUE SOTTO IL BURQA | Una commedia intelligente contro l’integralismo

 “Ho preso le tragedie della mia vita e ne ho fatto una commedia”

 Parlare oggi di fondamentalismo islamico riuscendo a far sorridere non è sicuramente impresa da poco. Ancor meno realizzare un film che riesca a far divertire lo spettatore in modo intelligente, stimolandolo su tematiche attuali e impegnate. Eppure c’è riuscita benissimo Sou Abadi, regista e sceneggiatrice di “Due sotto il burqa”. Il film, vincitore del Biografilm festival 2017 e in uscita nelle sale italiane il 6 dicembre, mostra le vicende di Armand (Félix Moati) e Leila (Camélia Jordana), due giovani studenti universitari felicemente innamorati e in procinto di partire insieme a New York. Come in ogni storia d’amore, anche qui c’è un ostacolo da superare. Il fratello di lei Mahmoud (William Lebghil), ritorna da un lungo soggiorno in Yemen dove ha frequentato i Fratelli Musulmani, un’esperienza che l’ha ‘radicalmente’ cambiato. Lo stile di vita della sorella gli appare troppo moderno e decide di relegarla in casa negandole qualsiasi contatto col ragazzo. Armand decide allora di farle visita, indossa il burqa e si spaccia per donna, ma la sua recita rischia di diventare talmente convincente da attirare le attenzioni amorose dello stesso Mahmoud.

Una commedia di equivoci e risate, dove per mezzo di gag divertenti si trasmette un messaggio universale di tolleranza e libertà. La regista, di origini iraniane ma naturalizzata francese, dichiara di aver messo molto della propria esperienza personale durante la stesura del film: “Ho trascorso una parte della mia vita sotto la repubblica islamica dell’Iran. L’educazione religiosa obbligatoria, le restrizioni nell’abbigliamento e le pattuglie repressive fanno parte dei ricordi indelebili della mia adolescenza”. Non c’era nulla di comico in quello che la regista ha vissuto, ma la genesi del film muove da una premessa fondamentale, quella di voler raccontare questa sofferenza per mezzo della comicità, in modo stimolante e per niente semplicistico. Ogni personaggio ha un rapporto particolare con la fede, realizzando un quadro molteplice e complesso da cui lo spettatore può trarre interessanti spunti di riflessione.

È un film dal ritmo ben scandito, i personaggi corrono, parlano velocemente, non hanno un attimo di tregua. Una scelta registica che guarda al cinema di Billy Wilder, confessa la regista, dove ogni scena è ben cronometrata. In post-produzione, la musica di Jérôme Rebotier  è stata scritta in questo senso: apportare ritmo e humour.

Il film ha riportato molto successo in Francia dov’è stata positiva anche la reazione della comunità musulmana, la regista ha ricevuto molti complimenti e ringraziamenti da donne i cui figli hanno abbracciato il fondamentalismo con seguiti molto più drammatici di quelli offerti dalla Abadi. Nessun paese musulmano ha acquistato tuttavia il film: “Me lo aspettavo dall’Iran e dall’Arabia Saudita, ma mi dispiace che non sia stato acquistato nemmeno da paesi come la Tunisia o la Turchia”. Se lo aspettava dall’Iran e lo sappiamo poiché già nel 2002 aveva ricevuto molte critiche a causa del suo acclamato documentario S.O.S. A Teheran, girato in cinema-verità a Teheran.

Per il momento la regista si dichiara interessata a continuare con i film di fiction, lasciando da parte i documentari. Prossimo progetto una commedia con tratti drammatici su Daesh. Non ci resta che aspettare.

 

Dati tecnici DUE SOTTO IL BURQA

 

TITOLO ORIGINALE: Cherchez la femme

TITOLO ITALIANO: Due sotto il burqa

DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures

USCITA ITALIANA: 6 dicembre 2017

DURATA: 88 minuti

PAESE e ANNO:  Francia, 2017

GENERE: Commedia

REGIA: Sou Abadi

SCENEGGIATURA: Sou Abadi

FOTOGRAFIA: Yves Angelo

MUSICHE ORIGINALI: Jérôme Rebortier

CAST: Félix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro, Carl Malapa

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