ROMA 2017 | AND THEN THERE WAS LIGHT e BIRDS WITHOUT NAMES, i due giapponesi in Selezione Ufficiale

ROMA 2017 | AND THEN THERE WAS LIGHT e BIRDS WITHOUT NAMES, i due giapponesi in Selezione Ufficiale

È stato presentato anche l’ultimo dei due film giapponesi in Selezione Ufficiale, Birds Without Names, dopo il controverso And Then There Was Light. Due film che si posizionano perfettamente nello stile cinematografico nipponico, seppur presentando delle notevoli differenze che li rendono unici a modo loro. Al centro di entrambi un complicato intreccio amoroso, viziato da comportamenti che si spingono fino al limite dell’ossessione. Vengono ritratte donne innamorate ma irrimediabilmente fragili, aggrappate ad ideali corrotti e falsi che finiscono per ferirle ulteriormente. Non sono da meno gli uomini, ingabbiati in quella rete di alienazione che da sempre caratterizza la società nipponica e che ha come unico risultato lo sfogo morboso degli istinti primordiali. Dotati di grande sensibilità artistica, And Then There Was Light e Birds Without Names ipnotizzano lo spettatore, prendendo due strade parallele che seppur legate da temi simili giungono a due finali completamente antitetici.

Birds Without Names

AND THEN THERE WAS LIGHT

Diretto da Tatsushi Omori, il film comincia sull’isola di Mihama (di fronte alla costa di Tokyo) dove vive Nobuyuki, un adolescente irrequieto. Il piccolo Tasuku, che guarda a lui come un fratello maggiore, viene costantemente picchiato dal padre. Un giorno Nobuyuki commette un crimine imperdonabile per proteggere la sua bella ragazza di nome Mika, e quasi come una punizione divina l’isola viene sommersa da uno tsunami che distrugge tutto e stermina la maggior parte della popolazione. Venticinque anni dopo, Nobuyuki vive con sua moglie e con sua figlia, mentre Mika si gode la sua scintillante vita da attrice di successo. Il loro passato sembra essere sepolto fino a che un giorno Tasuku, unico testimone del crimine, riappare con il suo piano di vendetta. I tre protagonisti dovranno affrontare i propri demoni e prendere una decisione per proteggere se stessi e i propri affetti.

And Then There Was Light

Un prologo folgorante apre And Then There Was Light: la macchina da presa mostra la natura incontaminata dell’isola di Mihama con il sottofondo rimbombante di una musica techno, che permea i boschi fino a riecheggiare all’interno degli alberi stessi. La natura regna incontrastata in quell’angolo di mondo dimenticato da Dio, dove una lugubre Luna piena riflette la sua imponente presenza sul mare formando una via incorporea che guida i tre protagonisti verso la perdizione. Un film che spiazza e cattura la mente dello spettatore, il quale si trova a dover fare i conti con dei personaggi tanto diversi ma collegati da un unico destino funesto. La spirale di eventi totalmente fuori controllo a cui assistiamo è per certi versi inevitabile, ma comunque necessaria alla finale redenzione dai peccati già insita nel titolo stesso del film.

 

BIRDS WITHOUT NAMES

Towako vive con Jinji, 15 anni più vecchio di lei, ma non riesce ancora a dimenticare Kurosaki, un ragazzo con il quale ha rotto 8 anni prima. Nonostante sia disgustata dalla mediocrità e dalle cattive maniere di Jinji, l’uomo le dedica tutte le sue più premurose attenzioni e lei non riesce ad abbandonarlo. Un giorno Towako incontra Mizushima, uomo sposato e con famiglia, nel quale rivede la sua vecchia fiamma Kurosaki e comincia a frequentarlo. Lentamente Towako scopre che Jinji la segue ovunque, il che la porta a sospettare del fatto che egli possa avere a che fare con la misteriosa scomparsa di Kurosaki. Inizia dunque a temere non solo per la vita del suo nuovo amante, ma anche per la propria.

Birds Without Names

Il regista Kazuya Shiraishi mette in scena la storia di un amore intenso ed eccessivo che disorienta lo spettatore. Se infatti inizialmente non possiamo far altro che provare sdegno e biasimo per i protagonisti, intrappolati nel mero appagamento delle loro fantasie più perverse, lentamente ci troviamo a provare una melanconica pietà per il personaggio di Jinji. Un uomo che nasconde la sua solitudine sotto un velo di timidezza e goffaggine ma che si dedica completamente all’unica donna che abbia mai amato. Towako, sempre in cerca di un amore fiabesco in grado di farla sognare, si ritrova puntualmente ferita e abbandonata, limitandosi a sopravvivere agli eventi di una vita che non sembra più appartenerle. Dopo aver compreso ciò che le sta succedendo, Towako si accorge finalmente che l’amore desiderato era proprio sotto i suoi occhi, in quei piccoli gesti quotidiani che non riusciva a notare, troppo distratta dalle menzogne e dalla passione compulsiva che la attanagliava. Nel sacrificio ultimo e più importante si accende un piccolo barlume di speranza in grado di riportare certezze nella vita della donna, ma soprattutto di farle provare quella tanto agognata felicità.

 

Dati tecnici di And Then There Was Light

TITOLO: And Then There Was Light
TITOLO ORIGINALE: Hikari
REGIA: Tatsushi Omori
SOGGETTO: Shion Miura, romanzo
SCENEGGIATURA: Tatsushi Omori
DURATA: 138’ minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Giappone, 2017
CASA DI PRODUZIONE: Harvest Film Co., Ltd
FOTOGRAFIA: Kenji Maki
MUSICHE: Jeff Mills
MONTAGGIO: Ryo Hayano
CAST: Arata Iura, Eita, Kyoko Hasegawa, Manami Hashimoto, Kaho Minami, Mitsuru Hirata

 

Dati tecnici di Birds WIthout Names

TITOLO: Birds Without Names
TITOLO ORIGINALE: Kanojo ga Sono Na wo Shiranai Toritachi
REGIA: Kazuya Shiraishi
SOGGETTO: Mahokaru Numata, romanzo
SCENEGGIATURA: Taeko Asano
DURATA: 123’ minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Giappone, 2017
CASA DI PRODUZIONE: C&I Entertainment Inc
FOTOGRAFIA: Takahiro Haibara
MUSICHE: Takashi Omama
MONTAGGIO: Hitomi Kato
CAST: Yu Aoi, Sadawo Abe, Tori Matsuzaka, Yutaka Takenouchi

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook