L’INTRUSA | Difficile comprendere chi ha ragione

L’INTRUSA | Difficile comprendere chi ha ragione

Giusto o sbagliato, accogliere o escludere, proteggere o difendersi, in un luogo in cui la criminalità comanda ogni vittima ha le sue ragioni. Leonardo Di Costanzo, regista de L’Intrusa, non offre soluzioni, non racconta una storia di camorra, non orienta il pubblico in una direzione o nell’altra, piuttosto con il suo film, presentato alla Quinzainne des Realizateurs di Cannes 2017 e dal 28 settembre nelle sale anche in Italia, dà forma al dilemma con cui ogni giorno le vittime della malavita sono costrette a fare i conti.

Il titolo si adatta alla perfezione alla storia che il regista napoletano ha realizzato, perché l’intrusa in questo film è più di una e forse, oltre ad essere una persona, è anche una area, uno spazio fisico e morale sospeso e circoscritto, isolato e al tempo immerso in quella realtà di violenza e criminalità dalla quale si sforza di prendere le distanze. La potenza singolare di questo film in effetti sta proprio nel fatto che in esso non ci sono buoni e cattivi, non si cerca la redenzione o l’annientamento di chi è colpevole, né si racconta il travaglio e la tentazione di chi lotta contro i criminali. L’Intrusa contempla e riprende, con una naturalezza che sfiora lo stile documentaristico, la realtà e le ragioni di chi il male lo rifiuta ma al tempo stesso con esso deve ogni giorno convivere e da esso deve difendersi.

Giovanna, interpretata dalla coreografa e danzatrice Raffaella Giordano, è torinese ma a Napoli ha fondato un centro chiamato “la Masseria”, un luogo tranquillo e stimolante in cui le mamme del quartiere possono portare i propri figli per sottrarli al degrado e alle logiche criminali della città e lasciarli liberi di giocare ed esprimersi. In quest’oasi cerca rifugio e ospitalità Maria (Valentina Vannino), giovane madre di due bambini, che si rivela essere la moglie di un killer arrestato per l’omicidio di un innocente. Per le altre mamme la presenza di Maria e della sua bambina nel centro di Giovanna costituisce un pericolo da cui vogliono difendere i propri figli. Pur nutrendo una grande fiducia in Giovanna, le persone intorno a lei cercano di spingerla a prendere una decisione difficile.

Giovanna e Maria sono due donne molto diverse tra loro ma accomunate da una profonda solitudine. Entrambe non occupano un posto preciso nella società in cui si trovano e cercano una modalità per difendere e far sopravvivere ciò che amano. Maria non intende tornare nel mondo in cui l’ha trascinata il marito e la sua famiglia, ma deve trovare un rifugio per sé e per i suoi figli. Mentre Giovanna è sola ad osservare una realtà complicata minacciata sia da dentro che da fuori. La loro fragilità si trasforma in ferma determinazione di fronte alla sensazione di abbandono che tute e due, ciascuna a modo proprio, vivono.

“Qui non c’è un cattivo – spiega il regista-. Io capisco le ragioni di ogni personaggio (fatta eccezione per il marito omicida). E’ difficile comprendere chi ha ragione e chi torto. Sono universi che si intersecano in modo interessante e non semplice. A me interessava raccontare i buoni senza essere melenso, raccontare un dramma insolubile come lo sono tutti quelli alla base della tragedia”.

La vicenda del film trae spunto da fatti di cronaca veri. Le scene de L’Intrusa hanno un sapore molto naturale e gli interpreti sembrano agire con una spontaneità molto realistica. Di Costanzo però ci tiene a sottolineare che prima di iniziare le riprese è stato fatto con il cast un lungo lavoro di prove molto simile a quello che solitamente precede uno spettacolo teatrale. Ciò ha consentito agli attori, anche a quelli più giovani come la piccola e bravissima interprete della figlia di Maria (Martina Abbate), di padroneggiare la sceneggiature e di costruire e arricchire il proprio personaggio.

“Inizialmente la sceneggiatura presentava moltissime patri di dialogo, ma piano piano e insieme agli attori abbiamo asciugato molto il testo e  siamo passati da un teatro di parola ad una forma espressiva molto più fondata sulla corporeità. L’Intrusa non è un film sulla camorra; è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza”.

L’INTRUSA | Scheda tecnica

Titolo Originale: L’Intrusa

Paese: Italia

Anno: 2017

Regia: Leonardo Di Costanzo

Sceneggiatura: Leonardo Di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero

Distribuzione: Cinema

Durata: 95′

Interpreti: Raffaella Giordano, Valentina Vannino e Martina Abbate

 

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