VENEZIA 2017 | IL CONTAGIO, la trasversalità artistica del dramma umano

VENEZIA 2017 | IL CONTAGIO, la trasversalità artistica del dramma umano

Lido di Venezia – Cinema, letteratura e recitazione, l’autorialità si sviluppa in tutti i suoi linguaggi alla Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia in una sezione autonoma e parallela dedicata proprio alle innovazioni espressive, le Giornate degli Autori, in cui è stato presentato ieri Il contagio. Il film di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini è ispirato all’omonimo romanzo di successo di Walter Siti e propone un affresco umano e sociale multiforme, attuale e intenso frutto di un lungo lavoro corale.

Un percorso lungo, ma di progressiva e grande crescita, ha dato origine a Il contagio. Un film che lascia percepire l’approfondimento e l’evoluzione del soggetto di cui è frutto. Dal 2008 a oggi i personaggi, le storie e gli ambienti che si intrecciano nella Roma dipinta da Siti sono stati prima un romanzo, poi un testo per il teatro e, dopo un complesso lavoro di scrittura, un film che ad ottobre uscirà nelle sale di tutta Italia.

Mi facevo un punto d’onore – ha detto l’autore Walter Siti presente alla presentazione del film alla Biennale Cinema- del fatto che i miei libri non potessero essere trasformati in film. Ci avevano provato prima Vicari e poi con Amelio ma non è mai successo niente. Così quando mi hanno proposto la trasposizione de Il contagio ho accettato pensando che tanto non sarebbe successo niente anche questa volta e invece alla fine sono rimasto sorpreso. Continuo a pensare che letteratura e cinema siano due linguaggi diversi, due modi diversi di raccontare, ma alla fine quello che conta è guardare le cose dal punto di vista giusto”.

Il contagio è un racconto corale in cui si sviluppano parallelamente le vite di diversi personaggi, con i propri dolori e le proprie difficoltà, tutte raccolte e osservate tra i piani di una palazzina della borgata romana. Una sorta di insula, come quelle della Roma antica, che custodisce parte dell’infinita varietà di storie, spesso tragiche, che la grande città nasconde dietro il proprio caos impietoso. Gli stessi attori sono stati autori della drammaturgia. Marcello e Chiara, Mauro e Simona sono interpretati da veri professionisti dell’arte della recitazione, Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Maurizio Tesei e Giulia Bevilacqua, a cui si aggiunge la partecipazione significativa di Luciana De Falco, Daniele Parisi e Vincenzo Salemme, nei panni di uno scrittore di nome Walter.

Marcello, ex culturista dalla sessualità incerta, è sposato con Chiara, una donna al tempo stesso dolce e triste, ma ha anche una relazione con Walter. Il suo amico Mauro, freddo e ambizioso spacciatore, ha un unico ambizioso desiderio, quello di arricchirsi e lasciare per sempre la borgata, per farlo sacrifica, senza nemmeno rendersene conto, sia il suo legame con Simona che la sua amicizia con Marcello. Attorno a loro si sviluppano le vite a tratti tragiche a tratti comiche degli inquilini del palazzo, mentre criminalità e corruzione contagiano l’esistenza di ogni personaggio.

Ci interessava soprattutto raccontare la storia attraverso gli occhi dei personaggi – hanno dichiarato Matteo Butrugno, Daniele Coluccini alla stampa presente al Lido-. Personaggi semplici che parlano un linguaggio che rappresenta loro stessi e quella realtà sociale”. Non si tratta di un racconto di denuncia né sociale né politica. Nuccio Siano, che insieme ai due registi ha firmato la sceneggiatura, ha raccontato di quanto fosse stato sorprendente durante il lavoro di sceneggiatura del romanzo accorgersi attraverso le notizie di cronaca che i fatti da loro narrati stavano in parte accadendo realmente.

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