Tre film d’esordio da vedere su Mubi
Solitamente le opere prime degli autori sono cariche di intensità, sogni e influenze artistiche.
Acerbe, magari, ma vitali e tracimanti di impegno, visione e talvolta arroganza, come per esempio Io sono autarchico di Nanni Moretti, il film più lucido dell’autore nell’intersecare storia individuale e percorso collettivo.
Ma gli esordi sono anche visionari e pionieri di avanguardia come Quarto Potere di Orson Welles, d’ispirazione nella storia cinematografica degli anni a venire per l’utilizzo della profondità di campo, l’introduzione del piano sequenza e la struttura innovativa.
Oppure Le iene, in cui troviamo tutta l’esplosività che contraddistingue il cinema di Tarantino e che ritroveremo nel corso di tutta la sua carriera.
È sempre interessante scoprire le opere prime dei registi esordienti e su Mubi si trovano tanti prodotti interessanti.
I tre film selezionati in questo articolo raccontano le vicende di giovani alle prese con la materia “vita”.
Fame di vita
Toxic di Saule Bliuvaite è una pellicola estremamente curata, tanto nell’estetica quanto nello sviluppo dei suoi temi.
La fotografia dai toni freddi incornicia un mondo decadente, quello della periferia urbana lituana, dove i sogni di due adolescenti si infrangono contro la dura realtà dell’industria della moda.
Al centro della storia, una scuola per modelle che spinge le ragazze oltre i propri limiti fisici ed emotivi, trasformando l’ambizione in ossessione.
Premiato a Locarno, Toxic segna un esordio spietato come un nastro da sarta: un ritratto visivamente potente di due ragazze, al tempo stesso amiche e rivali, che mette a nudo il lato più cinico e manipolatorio del mondo della moda.

Diciannove di Giovanni Tortorici è invece un’esplosione di frammenti visivi che si ricompongono nei pensieri del giovane protagonista, dando forma a un flusso di immagini tanto caotico quanto autentico.
L’esordio vibra dei desideri acerbi e delle frustrazioni amare di quell’età sospesa tra adolescenza e maturità, catturando con sensibilità il tumulto di un’identità in costruzione.
Tra slanci di ribellione e momenti di apatia, il protagonista incarna la speranza nervosa e fragile della prima età adulta.
Prodotto da Luca Guadagnino, di cui Tortorici eredita l’estetica luminosa e sensuale, Diciannove è popolato da giovani che vivono ogni emozione con lo stupore e la vulnerabilità di chi scopre tutto per la prima volta.

Moon di Kurdwin Ayub, infine, è un film provocatorio che esplora il regno soffocante degli ultraricchi, un universo dorato in cui la libertà appare come un miraggio distante. Ayub si avventura in territori incendiari e imprevedibili, dove il pericolo e la minaccia serpeggiano sotto la superficie levigata del privilegio.
La regista rinuncia ai tradizionali colpi di scena per costruire un’atmosfera di claustrofobia e stagnazione, più disturbante di qualsiasi esplosione di violenza fisica o verbale.
La narrazione ruota attorno all’incapacità di Sarah di entrare in contatto con il mondo che la circonda: una paralisi emotiva che la spinge a sprofondare in una realtà che la travolge, senza offrirle vie di fuga.
In Moon, il fallimento diventa una forma di resa silenziosa: il risultato di un vuoto interiore fatto di assenza di intenzione, speranza e direzione.





