Inventing Anna: cosa è andato storto?
Inventing Anna è una miniserie statunitense creata da Shonda Rhimes per Netflix, ispirata da un articolo del New York magazine sulla vera storia della truffatrice Anna Sorokin. La trama vede la giornalista Vivian Kent indagare sul caso di Anna Delvey, una famosa ereditiera tedesca che intesse legami con l’alta società americana per rubare denaro. Ma chi è davvero Anna?

La storia
La serie Netflix vuole ricostruire ascesa e caduta di Anna Delvey, ma lo fa senza chiudere il cerchio, lasciando l’enigma irrisolto. Anche l’interpretazione della protagonista – Julia Garner – conosciuta grazie ad Ozark, non rende come nella precedente serie, risultando piatta e anonima. Nata nel sud est di Mosca per trasferirsi con la famiglia in Germania da adolescente, Anna arriva a New York poco più che ventenne e capisce che quello può essere il luogo giusto per realizzare il suo ambizioso sogno, una fondazione artistica che porti il suo nome con annesso club esclusivo. Per concretizzare tutto ciò Anna ha bisogno di molti fondi così, dal 2013 al 2017 (anno del suo arresto), tesse rapporti con molte personalità importanti tra cui banchieri, imprenditori, influencer ecc. Tutti credono che sia ricca e confidano nel fondo fiduciario di 60 milioni di dollari che lei dice di possedere in Germania, così facendo riesce a truffare gran parte della borghesia newyorkese.

L’idea
Anna, al limite del patologico, si convince di essere qualcuno che non esiste, di appartenere a un mondo elitario costruito da soldi e apparenze, coadiuvato dalla potenza dei social. Tuttavia, c’è qualcosa che non funziona nella protagonista e in generale nella serie, qualcosa che ci impedisce di empatizzare con i personaggi e con le loro storie. Shonda Rhimes sembra aver sbagliato quasi tutto: i suoi racconti drammatici e commoventi delle vite dettagliate dei protagonisti femminili sono totalmente assenti. La serie è lenta, poco interessante e non ci sono punti di svolta nella narrazione, neppure alla fine, quando ci si aspetta di capire qualcosa in più sulla truffa. Ma forse il punto è che non c’è una storia da raccontare, una storia che emozioni gli spettatori come spesso ha saputo fare Shonda e che tutti si aspettavano, ma solo un’esposizione dei fatti realmente accaduti e leggermente romanzati, che si conclude senza troppo rumore, lasciandoci insoddisfatti.




