Don’t fuck with cats. Hunting an internet killer

Don’t fuck with cats. Hunting an internet killer
Fonte: tvzap.kataweb.it

Far vedere i risvolti di una mente malata che diventano azioni e quelle si rivelano estremamente violente, è qualcosa di complicato e delicato. Netflix si fa portavoce di una storia di cronaca nera, nerissima, che vede un perverso criminale realizzare video raccapriccianti che finiscono su Facebook (quindi, a disposizione di chiunque), i quali vengono intercettati da alcuni utenti.

Da qui si sviluppa la storia e dunque la docu-serie “Don’t f**k with cats. Hunting an internet killer”, che Netflix propone a catalogo per tutti coloro che possono avere un briciolo di pelo sullo stomaco.

Don’t fuck with cats, il titolo 

Ma come mai un titolo così particolare, che cita i gatti? Cosa possono mai avere a che fare i felini con un feroce serial killer? Perché il tutto parte proprio da un video, un banale video che ognuno di noi potrebbe ritrovarsi sullo Home di Facebook e sul quale link distrattamente potrebbe cliccare.

Pentendosene subito dopo, perché quello che si vede in una manciata di minuti è un ragazzo giovane, con in bocca una sigaretta e una felpa con il cappuccio tirato su, che tiene tra le mani due gattini, piccoli. A queste due povere bestie riserva una morte tremenda, su questi cuccioli compie un atto di una violenza gratuita che lo spettatore non si dimenticherà mai.

Da qui si parte con le interviste a coloro che per primi hanno visualizzato questi video e che hanno iniziato una caccia all’uomo, cercando di risalire alla sua identità utilizzando i pochi dettagli che il video mostrava (la porta della stanza, la coperta del letto, l’aspirapolvere utilizzato).

Il coinvolgimento delle autorità arriverà molto più avanti, dopo che Luka Magnotta (questo il nome completo del brutale assassino di gatti) non si limiterà più soltanto alle sevizie sugli animali, ma passerà all’assassinio di un essere umano.

La rete: pericolosa per chi?

La rete è un luogo estremamente pericoloso, ma questo non soltanto perché ci si può ritrovare catapultati dentro un inferno di video e immagini che l’occhio e la mente in teoria non potrebbero tollerare. Lo è anche e principalmente per colpa di coloro che la popolano: i social network in modo particolare possono diventare focolai di odio razziale, omofobia, sessismo, misoginia, stalking, cattiveria che sfocia fin troppo spesso nella violenza.

Basta il post sbagliato, la parola sbagliata e immediatamente si scatenano i like, i commenti, le chat, i gruppi segreti e chiusi che spesso fanno soltanto danni.

In questo caso così violento e particolare però la rete ha salvato potenziali altre vittime e soprattutto ha permesso il coinvolgimento delle autorità giudiziarie, che non si potevano capacitare di quello a cui stavano assistendo e nemmeno all’epilogo poi che la storia/caccia all’uomo ha portato.

Solamente tre episodi, da un’ora ciascuno: abbastanza per tirare un sospiro di sollievo per quando la puntata termina, non sufficienti a placare quel senso di schifo che lo spettatore prova verso l’assassino.

Postare, commentare, fotografare, cliccare: verbi che sono entrati ufficialmente nel nostro dizionario comune, che quasi non ci rendiamo più conto di ripetere tante e molteplici volte durante la nostra giornata.

Quando questo essere dentro i social durante l’80% della nostra giornata porta però a punire chi se lo merita, ecco che allora la facciata della questione cambia, ecco che i commenti si fanno differenti, ecco che si arriva ad un uso più “socialmente valido” di Internet.

Non si può spiegare molto di più di un caso come questo e Netflix ci riesce molto bene, catapultando lo spettatore (che dimostra di avere pelo sullo stomaco, se arriva fino alla fine) in un vortice sempre più sbalorditivo. Poi chi osserva si ferma un momento e pensa: questo è successo veramente.

Questi video sono stati girati davvero, questa persone esiste, è reale e ha fatto tutto quello che si vede. Non si può rivelare di più, ma si può fortemente consigliare la visione di questo piccolo gioiello di Netflix.

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