Arrivederci a Max von Sydow: l’uomo che giocò a scacchi con la Morte

Arrivederci a Max von Sydow: l’uomo che giocò a scacchi con la Morte

Questo mondo è più che sufficiente per me. Lo ricorderò questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola di latte, i vostri volti su cui discende la sera, Michael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… Cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente come se fosse una coppa di latte appena munto che non si può versare. E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere” (Antonius Block, dal film Il settimo sigillo)

Ieri, domenica 8 marzo, ci ha lasciato Max von Sydow, volto noto del cinema d’autore. Nominato ben due volte al Premio Oscar come miglior attore protagonista per Pelle alla conquista del mondo di Bille August (1989) e non protagonista per Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry (2012), il 10 aprile avrebbe soffiato novantuno candeline.

A Malmö durante la giovinezza è avvenuto l’incontro della vita con Ingmar Bergman, il suo mentore, col quale è passato dal teatro al cinema, esordendo con il film Il settimo sigillo, nel 1957, pellicola cult in cui ha vestito il ruolo del cavaliere crociato Antonius Block. Qui è celebre la scena della partita a scacchi con la Morte. Ha avuto inizio così il prezioso sodalizio cinematografico tra lui e Bergman, legame che li ha visti insieme in ben 14 film.

Tra gli altri ruoli Max von Sydow ha interpretato anche Padre Lankester Merrin ne L’esorcista (1973), l’imperatore Ming in Flash Gordon (1980), il dottor Kynes in Dune (1984) con la regia di David Lynch e Frederick nella pellicola di Woody Allen Hannah e le sue sorelle (1986). Pilastro del cinema, l’attore franco-svedese ha lavorato anche con il regista Steven Spielberg in Minority Report e con Martin Scorsese in Shutter Island.

max von sydow il trono di spadeRecentemente aveva preso parte al film Star Wars: Il risveglio della Forza, nei panni di Ior San Tekka e alla serie televisiva Il trono di spade, in cui ha interpretato il ruolo del Corvo a tre occhi. Inoltre, in Italia è apparso nella pellicola Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi (1976), ne Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini (1976) e in Non ho sonno di Dario Argento (2001), ricoprendo il ruolo del detective in pensione.

È con il cuore spezzato e con infinita tristezza che abbiamo l’estremo dolore di annunciare la scomparsa di Max von Sydow”, con queste parole è giunta la notizia della morte da parte della seconda moglie dell’attore, la produttrice francese Catherine Brelet, con cui era sposato dal 1997.

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