Il ritorno di Sex Education: la chiave sta nella maturità

Il ritorno di Sex Education: la chiave sta nella maturità
https://tv.fanpage.it/sex-education-2-si-fara-netflix-rinnova-la-serie-per-una-seconda-stagione/

La sessualità è parte integrante della vita di ciascun essere umano.

Si inserisce negli anfratti della nostra mente, negli angoli più remoti e inospitali del nostro corpo per poi non scollarsi mai, nemmeno sotto tortura.

Una serie TV come “Sex Education” prova ad insegnare proprio questo fatto, reale e concreto, che potrebbe permettere a ciascuno di noi di essere più accoglienti con la sessualità e a catena dunque scatenerebbe l’effetto tale per cui l’essere umano potrebbe riuscire a viverla meglio, a 360°.

La seconda stagione di questa particolare e realistica serie TV è arrivata su Netflix da circa un mese, dopo che la precedente si era chiusa con un bel cliffhanger pieno di sentimento.

La rigida e tostissima Maeve ha cominciato a vedere Otis con occhi differenti, con lo sguardo di chi sta sviluppando un sentimento del tutto sconosciuto e proprio per questo irruento, incomprensibile, inafferrabile e spaventoso.

Questo soprattutto nel momento in cui lei vede Otis innamorarsi di Ola, la sua prima vera fidanzata, con cui scopre i primi sconvolgimenti ormonali dati dai primi baci, le prime carezze al di sotto dell’elastico degli slip, la masturbazione che questo può scatenare in maniera incontrollabile, la felicità del suo piccolo sorriso.

L’allontanamento tra i due prosegue fin quando Maeve ritorna a scuola e Otis decide di far ripartire l’attività della clinica sessuale con lei, ricoprendo gli stessi ruoli che li ha portati ad avere un minimo di riconoscimento (segreto) all’interno del liceo.

Intorno a loro latitano e si ripresentano i personaggi (ognuno più particolare dell’altro) che gli spettatori hanno già conosciuto e adorato nella prima stagione: primo tra tutti indubbiamente la madre di Otis, la terapista sessuale di fama nazionale Jean Milburn che sembra essersi decisa a donarsi l’emozione di una relazione vera, fatta di sentimenti, di condivisione degli spazi e di molto altro.

Poi c’è Eric, il miglior amico di Otis, che finalmente riesce a trovare una persona che lo vuole, che lo desidera, che lo ama davvero in tutta la sua eccentricità e dolcezza: ma come in tutti i rapporti, c’è qualcosa che non va perché lui non sorride con il nuovo fidanzato, mentre comincia a frequentare di nascosto una persona che pur nella sua estrema rigidità, lo prende davvero per mano.

Forse è arrivato anche per lui il momento di buttarsi, di lasciarsi andare ad emozioni nuove, che fanno una paura senza precedenti, che bloccano il suo respiro ad ogni passo, ma che forse valgono la pena essere vissute.

La solidarietà tra esseri umani in questa seconda stagione si fa sentire particolarmente, forse perché i creatori della serie stessa hanno capito che il mondo ha bisogno di sostegno: la scena di cinque ragazze totalmente  diverse tra loro che decidono di aiutare Aimee a superare il trauma di una molestia sul bus, salendo con lei e tenendola stretta tra di loro, è l’espressione più elevata di quanto la forza di una persona stia anche (e questo andrebbe ammesso più volte) nei rapporti che con dolcezza sa costruirsi.

In questa seconda stagione anche i personaggi più forti fanno venire fuori la loro fragilità, come succede ad esempio a Jackson: ex fidanzato di Maeve, campione della squadra di nuoto del suo istituto, spinto continuamente da entrambe le sue madri ad allenarsi fino allo sfinimento, rimane incidentato e scopre di essere interessato al teatro e allo stesso tempo trova un’amicizia con una ragazza dal cervello tanto sveglio quanto sopita sia la sua sensibilità. Come non darsi una mano a vicenda?

La particolarità di un prodotto come questo sta nella delicatezza e in quel pizzico di umorismo con cui si affrontano tutte le tematiche legate alla sessualità (nessuna esclusa): lo scopo non è essere volgari, non è esagerare, non è portarle all’estremo, ma istruire se vogliamo il pubblico all’ascolto su quanto queste ultime rappresentino una fetta molto grande di ciascuno di noi, che non può essere dimenticata. A qualsiasi età.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook