Stanlio & Ollio al cinema, in una storia sulla vera amicizia

Stanlio & Ollio al cinema, in una storia sulla vera amicizia
https://www.gliacchiappafilm.it/2018/12/stanlio-e-ollio/

Le amicizie sono per definizione complicate, o per meglio dire, sono complesse. Che nascano tra un uomo e una donna, tra due donne oppure ancora tra due uomini, soprattutto in età adulta, non sono sempre così semplici da gestire.

Se poi a maggior ragione in questo concetto di amicizia si inserisce come elemento fondante un rapporto lavorativo strettamente a due, allora le complicazioni possono diventare rognose, impegnative, rovinose.

Stanlio & Ollio, il duo comico che ha avuto un successo ben più lungo di quanto ci si potesse aspettare: un rapporto che nacque inizialmente fortemente legato al lavoro (per non dire solamente), per poi trasformarsi in un qualcosa di più forte. Equilibrato? Ambiguo? Lineare nel tempo? Niente di tutto questo, come qualsiasi amicizia vera e reale non potrà mai essere: il disequilibrio costante, l’altalenarsi del rapporto stesso a seconda delle diverse fasi della vita che si affrontano dove le problematiche si sommano e diventa sempre più complesso riuscire a mantenere i diversi rapporti che riempiono la nostra vita.

La storia si sviluppa a partire dal 1953, esattamente 16 anni dopo dal loro massimo successo cinematografico: Stan Laurel e Oliver “Babe” Hardy partono per un lungo tour nei teatri per cercare di portare le loro divertenti gag ad un livello successivo, per uscire un po’ dal cinema (e allo stesso tempo per cercare di rilanciare un po’ la loro carriera e la loro amicizia.

La crepa si è aperta anni prima, quando Oliver decise di girare un film in coppia con un altro compagno, ferendo profondamente Stan (che in quegli anni si era allontanato per disaccordi con il loro produttore): per quanto tentino di far passare questo singolo avvenimento come un qualcosa di ormai superato, il tradimento di Oliver e il mancato cambiamento da parte di Stan (che ha sempre sostenuto le sue ragioni, discutibili o meno che fossero), allargano sempre di più una crepa che viene ulteriormente aggravata dalle condizioni di salute precarie che interessano il fisico di Oliver.

Due persone, due uomini, due entità che si fondono in una sola quando si trovano sul palcoscenico, ma che nella realtà dei fatti sono due pezzi separati nella loro vita privata: uno la mente che scrive e inventa, ma che senza la sua controparte che lo consiglia sulle gag più divertenti o sulle scene di maggiore effetto, da solo non potrebbe esistere. Il regista Jon S. Baird, grazie anche alla suprema interpretazione di Steve Coogan (nei panni di Stan) e di John C. Reilly (in quelli di Oliver) interpreta una tenera storia di amicizia prima di tutto, che forse in pochi conoscono.

L’amicizia intesa nel senso più pieno del termine, in cui c’è sempre una delle due parti che è più forte e spesso tende a sobbarcarsi i problemi suoi, dell’altro e del loro rapporto, oltre che in questo caso anche della loro vita lavorativa. Stan si preoccupa per Oliver, anche se allo stesso tempo è arrabbiato con lui perché lo ha ferito e nelle amicizie questi duri colpi sono difficili da mettere da parte e da superare, soprattutto nel momento in cui il rapporto stesso è basato sull’ironia e sulla risata. Questo complica ulteriormente le cose, fino ad arrivare al punto in cui il confronto diventa una litigata nel momento peggiore e usando quelle parole che nessuno dei due pensa.

In questo film si parla di Stanlio & Ollio, ma si parla anche di due mogli che a loro modo li hanno sempre sostenuti, appoggiati, preoccupandosi in maniera diversa, imparando ad andare d’accordo l’una con l’altra nonostante le evidenti differenze tra di loro; si parla di amicizia fondamentalmente, nella sua modalità più sincera e intima che può essere tale solo nel momento in cui le due persone sanno mettere da parte i rispettivi egoismi per aiutarsi durante lo svolgersi di tutta la loro vita.

Un’occasione per riscoprire due personaggi, delle cui vite si è sempre saputo poco o niente, che umanamente sono stati in grado di salvare in più momenti la loro vera e profonda amicizia.

Rebecca Cauda

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook