BUTTERFLY | Il volo della campionessa

BUTTERFLY | Il volo della campionessa

Come una crisalide che si schiude e dalla quale un essere perfetto dai colori sfavillanti emerge per librarsi in volo, in alto verso il punto più lontano del cielo.

Indyca e Rai Cinema ritagliano una cornice importante e fondamentale per lo sport nazionale, in particolar modo il pugilato. Alessandro Cassignoli e Casey Kauffman si inseriscono con umiltà e generosità nella vita di Irma Testa. La giovane boxeur è l’astro nascente del pugilato e la prima donna a vantare una presenza alle olimpiadi in questa disciplina. Di recente ha portato a casa un oro conquistato in Russia agli Europei under 22 e si allena con cuore e sudore per i giochi di Tokio 2020. Il documentario è un viaggio sensazionale che fa tappa verso i punti più significativi della sua esistenza. Un racconto estremamente reale e dignitoso di una giovane donna, la quale a soli diciotto anni si confronta non solo con la pressione incessante delle aspettative in lei riposte dai media nazionale, ma anche e soprattutto la sua complessa situazione familiare.

La mancanza di una figura paterna la obbliga sin da bambina a crescere in fretta. Torre Annunziata non è un luogo dove è semplice nascere e crescere, che offre ben poche opportunità e Irma lo sa bene. Divisa tra un fratellino insicuro, una madre votata al sacrificio e un padre assente, la giovane donna trova nel vecchio maestro Lucio l’esempio massimo da emulare. Lucio Zurlo, uomo di estrema bontà e umanità, sarà il primo a iniziarla verso la via del pugilato. Sarà proprio questo secondo padre ad affibbiarle con estremo affetto il soprannome di farfalla, in riferimento alla leggerezza e all’eleganza con cui Irma si muove sul ring. Una storia che prevede ben pochi copioni e colpisce direttamente al cuore per la sua massima autenticità. I due giovani registi seguono con rispettabile discrezione i successi, ma soprattutto i fallimenti dell’atleta. Nel 2016 l’ambizione di Irma si infrange contro il muro della francese Mossely, battuta in precedenza in fase di qualificazione e successivamente oro olimpico nella sua categoria. Cassignoli e Kauffman, dapprima visti con un certo scetticismo e diffidenza, diventeranno per lei parte della famiglia proprio nel momento più buio. Il sogno svaporato di una gloria immensa diventa pesante e insostenibile al punto che la giovane atleta decide di abbandonare la via del ring. Il richiamo è troppo forte però, e presto torna a manifestarsi e la farfalla spalanca nuovamente le sue ali. Il documentario detta i tempi di una sceneggiatura cinematografica perfetta, sebbene tutto sia così maestosamente reale. Ciò che colpisce è proprio questo, ed è questa la ragione per cui la sconfitta diventa il vero motore di questo prodotto.

La sconfitta e la rinascita fanno di Irma Testa il vero esempio per i più giovani, ma non solo. Troppo semplice osannare i grandi successi dello sport, troppo semplice far risplendere le bacheche con un alloro, una medaglia o un prestigioso encomio. Irma Testa è sì una vincente, ma soprattutto una campionessa della vita, la cui profonda sensibilità si riscontra anche in un semplice dialogo con un’amica mentre con questa pianifica un viaggio. La mano e l’anima del buon vecchio maestro Lucio è sempre presente e alleggerisce il cuore di una donna che prende a pugni le disgrazie di una vita privata perennemente ostile. Il film, prodotto da Michele Fornasero, vedrà la luce in sala a partire dal 4 Aprile, ma già ha riscontrato un successo eccezionale durante le proiezioni straordinarie che ne hanno preceduto l’uscita. Butterfly profuma di umanità e inebria l’anima dello spettatore con una qualità visiva sorprendente, sgocciolando rispetto, affetto e profonda empatia nei riguardi di una ragazza che a soli 21 anni è pronta a salire verso il podio più alto della sua esistenza a suon di vittorie, nel ring e fuori.

BUTTERFLY

VOTO: 8

PAESE: Italia

ANNO: 2019

DURATA: 80’

DISTRIBUZIONE: Luce Cinecittà

PRODUZIONE: Indyca e Rai Cinema

REGIA: Alessandro Cassignoli e Casey Kauffman

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