Lunare Project: nuove frontiere dell’arte contemporanea

Lunare Project sbarca a Napoli. Attraverso la fusione di momenti live dal contenuto esclusivo con video istallazioni efficaci, l’evento è pronto a segnare le frontiere dell’arte contemporanea, facendo il suo esordio negli spazi dell’Artetivo, appuntamento ideato ed organizzato dall’architetto e designer Francesca Maione, che si svolge ogni terzo venerdi del mese presso  gli spazi di Eidostudio, in via Ferrigni. Collezione di “arte irripetibile” ma “replicabile” curata nei dettagli per dare vita ad outfits raffinati e di successo, Lunare Project rappresenta senza alcun dubbio un’esperienza di grande impatto capace di generare, attraverso un’inarrestabile sperimentazione audio e video, la curiosità, l’attenzione, i riflessi, il confronto, la sensibilità, in un un mondo dove i performer ridisegnano gli orizzonti ad un ritmo che omaggia la vita e gli altri nel rispetto di noi. “Non chiamateci dj, siamo solo un po’ lunatici…” sembra essere il motto dei protagonisti di questo enorme contenitore d’arte contemporanea,  secondo i quali, quest’evento rappresenta  soprattutto una filosofia di vita che si traduce in uno stile, un punto di vista che contiene riflessi e riflessioni e che promuove rituali e percorsi musicali alternativi frutto di una continua sperimentazione e ricerca tra sensibilità a confronto. Un richiamo della luna, un viaggio nei luoghi caldi dell’anima, un souvenir dal futuro. Un ritmo che omaggia la vita e gli altri e che rispetta la terra.

Une etiquette che mescola forme e gusti in un unico pensiero estetico dedicato ad un “colto circuito” accogliente. Promotore del progetto è Roberto Barone, in console da giovanissimo e con alle spalle numerose esperienze radiofoniche. Descrivere quest’evento è impresa ardua se si pensa all’assoluta alternanza di concetti, idee, la  rappresentazione migliore è senza dubbio  racchiusa nell’esperienza e nell’immagine di chi contribuisce a dare linfa  a questo ambizioso progetto artistico. Un’elite solidale, una ricchezza interiore a servizio della musica. Un design sonoro fatto di partecipazione spontanea per celebrare una percezione d’estate , anche in inverno. Lo spirito è includente perché la leggerezza e la bellezza non sono ad appannaggio di nessuno.

Paolo Marsico
15 febbraio 2013

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