Napoli: Vecchietti in rivolta, scendono in strada: ” No alla chiusura dell’Ospizio di Posillipo”

Per il 15 febbraio previsti i lavori di rifacimento della struttura. Molti anziani, che vivono nell’ospizio da anni, avranno, provvisoriamente. un’altra destinazione.

Insolita protesta da parte di un gruppo di vecchietti dell’Ospizio “Padre Ludovico di Casoria di Napoli che in mattinata, armati di buona volontà, muniti di coperte e cappellini di lana sono scesi in strada, nel quartiere collinare di Posillipo per protestare contro la chiusura della struttura prevista per il prossimo 15 febbraio, quando dovrebbero iniziare i lavori di rifacimento dell’intero edificio. Gli anziani, circa una trentina, ospitati nella struttura da oltre 20 anni, temono che una volta usciti, non rientreranno più nell’ospizio, che per loro è come una casa.

Significativi gli striscioni esposti dai manifestanti all’ingresso dell’ ospizio: “Non ci muoviamo da qui”. “Assessore D’Angelo non ci mandare via”. ” Sindaco De Magistris aiuto!! “L’Ospizio che ospiti 150 anziani, alcuni dei quali sono costretti a stare a letto per le loro precarie condizioni di salute, è gestito dalle suore francescane elisabettiane bige, che quotidianamente svolgono il loro operato con sacrificio ed amore. Oggi, ad occuparsi dei servizi di assistenza è il Comune di Napoli, che percepisce un contributo notevole, circa 34 euro, dai pensionati che vivono nella struttura. I finanziamenti pubblici all’Istituto da parte del Comune non arrivano – aggiungono però gli operatori dell’Ospizio. L’Amministrazione comunale – ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris si è impegnata a sistemare e ricollocare gli ospiti dell’ospizio in altre strutture alternative, affinché possano essere eseguiti i lavori previsti di ristrutturazione, come deciso dalla delibera approvata lo scorso anno. Nessuno sarà abbandonato. L’edificio – ha garantito il sindaco di Napoli – conserverà la stessa destinazione d’uso”.

 

Luigi Rubino

29 gennaio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook