Basilicata: ad Atella (Pz) e San Fele (Pz) solo parti gemellari, una ricerca svela un fenomeno che ha radici storiche

C’è un angolo di Basilicata che va controtendenza, non ci sono infatti culle vuote ma da anni, si assiste solo a parti gemellari. Il caso viene segnalato dal giornalista Benedetto Carlucci, che ha svolto una ricerca accurata in una vasta fascia collinare nei pressi del comune di Atella, in provincia di Potenza.

Per scoprire il fenomeno dei parti gemellari è stato interpellato il primario dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi, Giuseppe Padula, che ha spiegato come il fenomeno sia riconducibile ai decenni scorsi e a ceppi familiari etnicamente e anagraficamente di origine aviglianese. In una fascia ristretta, a sud della Fiumara di Atella (Pz), pochi abitanti di borghi ristretti e isolati fra loro, hanno visto frequenti matrimoni endogamici, detti anche tra consanguinei. Questo ha favorito le nascite gemellari, in particolare durante il periodo delle grandi emigrazioni, fine ottocento inizio novecento, in popolazioni con un economia non sempre florida, la filosofia familiare e i valori culturali consideravano questi eventi “dono di Dio”. La ricerca, che sarà pubblicata prossimamente in un libro, ha censito i ceppi familiari di 7 famiglie, in alcune si verificano nascite gemellari sin dal 1973, come nel caso della famiglia della signora Maria Colangelo, che nel Settembre del ’73 partorì tre gemelli all’ospedale San Carlo di Potenza. Le cronache dell’epoca parlarono di un evento isolato in Basilicata, oggi si scopre che la storia era più estesa.

Emidio Carlomagno

16 gennaio 2012

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