Rivoluzione Digitale/4: Uber non si ferma con lo sciopero

Come uno tsumani non si ferma chiudendosi in una casa sulla spiaggia così non è proclamando uno sciopero generale che si blocca la rivoluzione digitale, perchè si tratta appunto di una rivoluzione.
Uber stravolge il business tradizionale dei taxi perchè permette al cliente tramite una app su smartphone di prenotare una auto con conducente velocemente, dovunque ci si trovi e a prezzi competitivi.
Stanno raccogliendo ingenti finanziamenti in tutto il mondo.

In Italia abbiamo la più alta diffusione europea di smartphone e le app abbattono l’intermediazione dei call centers o della burocrazia per avvicinare in modo incredibilmente efficace la domanda con l’offerta.
Si potrà rallentare la rivoluzione digitale ma non bloccarla perchè il consumatore acquista un potere di scelta del servizio desiderato mai avuto finora, allargando democraticamente la base di accesso ai dati e quindi ai servizi.
Nel caso specifico Uber i governi dovranno certamente tutelare i taxi tradizionali per gli investimenti fatti nelle licenze e garantire la sicurezza di chi viaggia ma detto ciò l’unica risposta che vedo è nel miglioramento del rapporto qualità/prezzo: vuol dire in concreto adottare le nuove tecnologie di accesso al servizio, fare un adeguato marketing, battere la concorrenza sul servizio che deve essere impeccabile con una specializzazione che faccia la differenza.

Il tema della specializzazione varrà per tutti i business tradizionali, via telefono o con  punto vendita, perchè solo offrendo un servizio personalizzato e di alta qualità si continuerà ad indurre i consumatori a usare i canali già noti, e questo vale non solo per i taxi ma per le agenzie di viaggio, per le biglietterie, per le filiali bancarie, per i palinsesti televisivi, per le comunicazioni telefoniche…
Stiamo vivendo una Rivoluzione Digitale i cui limiti non sono prevedibili ma al contrario di quelle che ci hanno preceduto qui è la velocità del cambiamento a sorprendere, a pensarci bene neanche tanto se pensiamo che i dati viaggiano alla velocità della luce.
E nel frattempo che ci godiamo lo sciopero dei taxi riscopriamo con nostalgica soddisfazione che si può circolare a Milano anche con bus e metro…

di Fabrizio Padua

13 novembre 2014

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