Microcredito, più di un semplice aiuto

Si chiama microcredito e nell’ultimo decennio ha contribuito alla crescita dei paesi più poveri del globo. Cominciando dalla Grammeen Bank, dove iniziò aggiudicandosi, tra gli altri, il premio Nobel. Con la crisi mondiale che non accenna a diminuire, almeno per ora, sarà dunque questo il nuovo corso dell’economia globale? 

Il tasso di disoccupazione giovanile è ancora aumentato, raggiungendo il 41,6%, in aumento di 0,2 punti rispetto al mese di ottobre e di quattro punti rispetto a novembre 2012. Cifre fornite dall’Istat che spiega che il tasso è arrivato a un punto storico, quello del 1977. Un giovane su dieci è disoccupato. Un dato terrificante.

In questo clima di incertezza professionale e di conseguenza economica disastrosa, risulta difficile per i giovani costretti a rimanere a casa con i genitori (nella maggioranza dei casi). Ecco dunque spuntare il microcredito.

Fino a dieci anni fa in pochissimi sapevano davvero cosa fosse veramente il microcredito. Le sue radici risalgono al 1976, quando in Bangladesh Mohmmad Yunus fondò la prima banca etica del mondo, la Grameen Bank “banca del villaggio”. Yunus, creò un istituto di credito che prestava piccole somme a tassi di interesse molto bassi agli abitanti della campagna, sostenendoli per il lancio di una nuova attività economica.

In pochi mesi la Grameen vide un incremento delle richieste di finanziamento raggiungendo così un successo straordinario. Un successo tale da permettere al sistema stesso di diffondersi velocemente nel vecchio continente e negli Stati Uniti.

Il microcredito coinvolge nel mondo più di 190 milioni di persone, delle quali oltre 129 milioni sotto la soglia della povertà. Tra loro moltissime donne che trovano nelle possibilità fornite dal microcredito un’opportunità d’emancipazione. La Grameen bank e il suo lungimirante fondatore sono stati insigniti del premio Nobel nel 2006 “per i loro sforzi nel creare lo sviluppo economico e sociale dal basso”. In questa maniera il microcredito è balzato agli occhi di tutto il mondo espandendosi trasversalmente e consolidandosi come strumento essenziale nella lotta alla povertà nel mondo.

In italia nel 2008 viene creata la rete italiana di microfinanza (RITMI), come associazione senza fini di lucro che opera a livello nazionale mentre in Africa nasce la Fefisol – European Solidarity Financing Fund For Africa, un fondo di microfinanza creato dalla Banca Europa degli investimenti per sostenere l’agricoltura biologica e il commercio equo in Africa.

Nel mondo sono 3 589 le Istituzioni eroganti mentre i clienti sono 190 135 080 di cui 128 220 051 sotto la soglia della povertà e le donne nel mondo che godono di questo servizio sono 104 700 000.

di Manuel Giannantonio
 (Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

06 Febbraio 2014

Fonti:

Cariplo, Microcredit Summit Campaign, e l’inchiesta.it

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