Corea del Nord: quanto dobbiamo temere il regime di Kim Jong Un?

La situazione della Corea del Nord sul fronte internazionale desta molti sospetti. Il regime di Kim Jong-Un minaccia la guerra nucleare contro gli Stati Uniti, che non sembrano essere preoccupati. Spunta in molti un interrogatorio: stiamo sottovalutando la Corea del Nord ?

La realtà è che la Corea del Nord è perfettamente consapevole che un loro attacco causerebbe un’inevitabile reazione americana che probabilmente li annienterebbe. Le ultime provocazioni del successore di Kim Jong Il, devono piuttosto essere interpretate in chiave nazionale. La penisola coreana è divisa in due fazioni, Nord e Sud. La Corea del Nord opprime da tempo il Sud che è composto prevalentemente da una delle popolazioni più povere del mondo. Per contrastare questa situazione la Corea del Sud vive di un sistema politico improntato sulla chiusura e sulla corruzione. La Corea del nord concepisce l’offerta della Corea del Sud di investire nel loro territorio come una seria minaccia alla propria sopravvivenza. Ecco dunque spiegato perché l’avvento del nuovo leader non abbia portato efficaci cambiamenti nella gestione dei rapporti tra le parti.

Per molti, Kim Jong Un non è nemmeno il vero leader ma è considerato una figura pilotata da una parte significativa del governo nord coreano, che ora è certamente consapevole di poter esercitare dure provocazioni nei confronti del sud. In passato, proprio la Corea del Sud che subì pesanti perdite dal punto di vista umano, in seguito a un attacco condotto da Pyong Yang, non rispose all’offensiva. La priorità del Sud, infatti, è la difesa del proprio sviluppo economico che un conflitto ovviamente deteriorerebbe pesantemente.  Tuttavia la Corea del Sud gode dell’appoggio degli Stati Uniti d’America fortemente presente sul loro territorio con 20 mila soldati impiegati nelle diverse basi americane.

La Corea del Nord inoltre si avvale dell’attività lavorativa di alcuni operai provenienti proprio dal sud. Questo perché Pyongyang è ampiamente consapevole che basta alzare la voce per contare sui trasferimenti economici di Seul.

Sostanzialmente più che temere un attacco concreto della Corea del Nord, almeno per ora, nei confronti degli Stati Uniti occorre verificare l’andamento dei rapporti nelle due fazioni della penisola che potrebbero determinare importanti cambiamenti.

Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)

10 aprile 2013

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