Biotestamento, un diritto effettivo senza obiezioni di coscienza

Biotestamento, un diritto effettivo senza obiezioni di coscienza
Fonte immagine: Disabili Abili

Oggi, 31 gennaio 2018, è entrata in vigore la legge sul Testamento Biologico, approvata lo scorso 14 dicembre (qui). È dunque, da oggi, possibile presentare la propria Dat, disposizione anticipata di trattamento, all’ufficio di stato civile del Comune di residenza, senza nessun costo di bollo o imposta, oppure presso un notaio o le strutture sanitarie.

La battaglia relativa all’esecuzione della legge non è certamente finita, poiché, come afferma anche l’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e candidata nella lista Più Europa, adesso è il momento di difendere l’applicazione della legge da eventuali boicottaggi burocratici e obiettori di coscienza. «Chiediamo alle istituzioni a ogni livello di informare correttamente i cittadini sui loro nuovi diritti; chiediamo alle Regioni di inserire le Disposizioni anticipate di trattamento nella tessera sanitaria e ci prepariamo a presentare denunce penali contro eventuali provvedimenti di questo o dei futuri Governi, che mirassero a introdurre inesistenti possibilità di imposizione di coscienza da parte delle strutture sanitarie private sulla pelle dei cittadini malati».

L’avvocato Filomena Gallo, in un’intervista di lunedì scorso a Medicina in uno scatto, ribadisce che la legge sul Testamento Biologico non prevede l’obiezione di coscienza – a differenza della legge 194 sull’aborto – e «prevede altresì che il medico può rifiutarsi di dare esecuzione alle volontà di chi fa Testamento biologico qualora queste siano contrarie alla legge. Il medico può cioè rifiutarsi qualora gli venga chiesta pratica di eutanasia o suicidio assistito. In ogni caso per prevedere obiezione di coscienza in una legge bisogna definirla e in questa legge non è definita. Chi ha voluto introdurre nel dibattito pubblico questa tematica ritengo lo abbia fatto solo a scopi politici. È una discussione inutile per cui non ci sono margini e i parametri di discussione».

A discapito dunque di quanto promesso dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intenta a garantire ai sanitari il diritto all’obiezione di coscienza.

In risposta a quella parte della gerarchia cattolica, ad alcune organizzazioni cattoliche di operatori sanitari e ai rappresentanti di strutture sanitarie private cattoliche che hanno annunciato il rifiuto dell’applicazione della legge, appellandosi ad una obiezione di coscienza non prevista dalla legge stessa, anzi esplicitamente vietata per le strutture sanitarie pubbliche e private, è bene leggere l’articolo 1, comma 9, nel quale si legge “ogni struttura sanitaria pubblica o privata garantisce con proprie modalità organizzative la piena e corretta attuazione dei principi di cui alla presente legge, assicurando l’informazione necessaria ai pazienti e la formazione del personale”.

Per quanto riguarda la tutela dell’informazione l’avvocato Filomena Gallo spiega che non sarà necessario un registro nazionale dei Biotestamenti perché «la legge prevede che i Testamenti Biologici siano depositati presso il proprio comune di residenza. E vengano poi inseriti nella cartella sanitaria elettronica. Esiste una legge per cui ogni regione dovrebbe attivare cartelle sanitarie elettroniche. La cartella sanitaria è utile per tutti. Quando hai fatto Testamenti Biologici il medico lo saprà. È questo il modo migliore per condividere con le strutture sanitarie questa volontà».

Conferma inoltre l’intenzione di chiedere al prossimo parlamento la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia, depositata nel 2013 e firmata da 70mila persone.

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