Manifestazioni a Firenze e Roma, un caos strumentalizzato

Manifestazioni a Firenze e Roma, un caos strumentalizzato
Scontri a Firenze tra polizia e manifestanti (FOTO: Repubblica.it)

Capita sempre più spesso che le manifestazioni assumano caratteristiche di violenza e perdano, in questa involuzione, il senso primario che ha mosso un determinato gruppo di persone alla protesta democraticamente accettabile e legittima. Cori, fumogeni, striscioni e dissenso, lasciano il posto a scontri, sassaiole e devastazioni che se da un lato rappresentano una sorta di valvola di sfogo dell’ ‘Ira’ (riprendendo la definizione del prof. Peter Sloterdijk), dall’altro finiscono per agevolare l’obiettivo stesso del dissenso, che avrà vita facile nello spostare il focus dell’attenzione dell’opinione pubblica proprio contro gli accusatori, uscendone pressoché indenne.

Questo, in sintesi, è quanto accaduto sia a Firenze che a Roma, dove le proteste si sono tramutate in atti di violenza che hanno ottenuto l’effetto contrario rispetto all’esito sperato. Nel capoluogo toscano, tra piazza San Marco e via Cavour, il lungo corteo di manifestanti che protestava nei confronti di Renzi e l’evento in corso alla Leopolda, si è scontrato in modo cruento con le forze dell’ordine; le immagini delle violenze hanno fatto il giro di tutte le emittenti ma più che la denuncia contro il capo del Governo, ad aver ottenuto maggior rilievo è stato proprio l’atto di violenza in sé, che ha agevolato lo stesso primo Ministro, consentendogli di dipingere i manifestanti come meri aggressori accecati dall’odio:«Viviamo il tempo dell’odio. Lo abbiamo visto ieri in piazza San Marco perché quando si dice di voler difendere la Costituzione e ci si incappuccia, si prende un cartello stradale e lo si batte in testa ai poliziotti, non si sta difendendo la Costituzione ma si stanno offendendo le istituzioni e noi siamo dalla parte delle forze dell’ordine che non meritavano di essere insultate. Non c’è da scomodare Pier Paolo Pasolini quando citava i figli di papà. Per venire alla Leopolda bastava mandare un’email. Il prossimo anno dal 20 al 22 ottobre iscrivetevi per tempo se vi va, basta prendere un tram. Ma quando sei in piazza San Marco e giri verso via Cavour, non vuoi andare alla Leopolda ma con i sassi in centro a distruggere Firenze, noi non ve lo permettiamo perché Firenze è più grande di voi».

Passano così i secondo piano le – seppur sensate – proteste contro un esecutivo lontano dal sentire comune, che predica ottimismo e fiducia nonostante la disoccupazione alle stelle e una ripresa che sta ‘come d’autunno sugli alberi le foglie‘. Passa in secondo piano anche l’atto di un poliziotto che – riporta ilFattoQuotidiano in un video visibile qui – dopo aver raccolto una pietra, la scaglia con forza contro i manifestanti. Il grave episodio, molto simile a quello avvenuto lo scorso 7 aprile durante le manifestazioni di protesta contro Renzi sul Lungomare di Napoli, sembra oggi una notizia di contorno che domani sarà già bell’e digerita e finirà nel dimenticatoio. Resterà, invece, nelle mani del Governo, il potere di strumentalizzare la violenza e dipingerla come mera rappresentazione di una sparuta minoranza incapace di portare avanti democraticamente istanze prive di fondamento.

Lo stesso vale per gli scontri avvenuti ieri a Roma, in occasione delle proteste contro un presidio di Forza Nuova nel quartiere Magliana, dove alcune settimane fa il movimento dei «fascisti del terzo millennio» CasaPound ha aperto una nuova sede. Come riportano le cronache, la manifestazione sembrava procedere in modo ordinato quando, nei pressi di piazza Fabrizio De Andrè, i manifestanti e le forze dell’ordine si sono scontrati: gli agenti hanno lanciato lacrimogeni verso i militanti del centro sociale Macchia Rossa mentre questi ultimi hanno risposto con bottiglie incendiarie e fumogeni. Il corteo si è sciolto poco dopo gli scontri ma per le vie del quartiere è iniziata una vera e propria caccia all’uomo da parte della polizia, che ha fermato e ammanettato decine di manifestanti, 30 secondo quanto riferito dalla Digos.

Anche in questo caso, una manifestazione che aveva una sua fondatezza – protestare contro l’estremismo che si rifà all’ideale fascista – ha perso la propria raison d’être, offrendo in tal modo il fianco a coloro che auspicano l’immediata chiusura dei centri sociali. A testimonianza di questo ragionamento, ci sono ben 2 note stampa, diffuse a seguito dei fatti di violenza; la prima, a firma di Daniele Catalano (consigliere di Fratelli d’Italia del Muncipio Roma XI) recita così:«Dopo i fatti di ieri che hanno visto il quartiere Magliana ostaggio dei centri sociali, auspico che il Presidente Torelli, la giunta e il consiglio municipale istituiscano il prima possibile la commissione sicurezza, per fornire un aiuto sostanziale alle forze dell’ordine e per prevenire atti come la guerriglia urbana che si è sviluppata nel pomeriggio di ieri. Non possiamo più permettere che un intero territorio venga deturpato e sfregiato, i centri sociali, protagonisti degli scontri con le forze dell’ordine, sono ormai diventati dei luoghi di mera illegalità e degrado. In una capitale europea come Roma questi centri, istituitosi per lo più in seguito all’occupazione abusiva di alcuni spazi vanno chiusi con determinazione, senza se e senza ma. I cittadini ce lo chiedono e noi dobbiamo assicurare sicurezza e vivibilità a tutti i romani».

La seconda, di Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, arriva dopo le perquisizioni effettuate all’interno del centro sociale Macchia Rossa:«E’ ora di dire basta a manifestazioni violente e scomposte, forti solo di odio e di voglia di creare caos e scompiglio. E’ significativo quanto rinvenuto all’interno del centro sociale Macchia Rossa dove, durante la perquisizione di ieri, sono state rinvenute mazze, bastoni, spranghe e contenitori con materiale esplodente. Il gruppo di Fratelli d’Italia da anni chiede la restituzione dell’immobile, abusivamente occupato, ai cittadini di Magliana e per questo è stato importante il sequestro effettuato dalle forze dell’ordine. Per contribuire a evitare nuovi atti di violenza, situazioni di pericolo e aggressioni alle forze dell’ordine, è opportuno che la Sindaca Raggi, il Prefetto e il Questore inizino una azione programmata di sgombero dei centri sociali che occupano immobili pubblici e privati al fine di poter attuare ogni possibile adeguata misura di prevenzione e di tutela dell’incolumità dei cittadini, e garantire la vivibilità della città. Così come è opportuno che il ministro dell’Interno Angelino Alfano invece di pensare a riempire le nostre città di immigrati clandestini si preoccupi di monitorare il web e dare indicazioni di chiusura per tutti quei siti internet che invece di fare informazione fomentano odio e radunano certi deleteri personaggi».

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