Addio a Dario Fo, il satiro Nobel

Addio a Dario Fo, il satiro Nobel
Daio Fo (fonte: MYmovies)

Novant’anni. Novant’anni e non sentirli. O quasi. Dario Fo, Nobel per la Letteratura nel 1997. Dario Fo drammaturgo e attore. Dario Fo regista. E scrittore, autore, illustratore, pittore e scenografo. Dario Fo attivista. Quante persone, quanti “Dari”, ci lasciano, tutti assieme…

Dario Fo è mancato. E continuerà a mancare a tutti noi. La carriera, la vita di Fo è stata così varia e variegata, così complessa, fatta di gioie, risate, cadute, allontanamenti, contraddizioni. Si. Perché Dario era umano. Come noi. La sua dipartita, il suo addio, quest’oggi non fa piangere solo il mondo del teatro e della Commedia dell’Arte a cui era legato ma il mondo della cultura nella sua totalità.

Nato a Sangiano, il 24 marzo 1926, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano ed inizia il suo lavoro come autore satirico in Rai. Nel 1954 si sposa con l’attrice Franca Rame ed ha così inizio – da molto prima, in verità – un sodalizio (messo in atto dalla Compagnia Dario Fo – Franca Rame)  che li vedrà, assieme, calcare numerosi palcoscenici italiani ed esteri.

Nel 1968 insieme a Franca Rame, Massimo de Vita, Vittorio Franceschi e Nanni Ricordi fonda il gruppo teatrale Nuova Scena, con l’obiettivo di ritornare alle origini popolari del teatro ed alla sua valenza sociale. Uomo di teatro, dunque, ma anche di tv, di cultura, di storia. Di musica. Si…

Dario Fo è stato anche autore di numerose canzoni (soprattutto per Enzo Jannacci), ma l’unica volta, in tutta la sua carriera, in cui Fo si è trovato nella hit parade dei 45 giri, anche se fra le posizioni più basse, è stata con la sigla del programma Il teatro di Dario Fo (sigla intitolata ironicamente “Ma che aspettate a batterci le mani?”). Uomo di satira, uomo lungimirante, uomo contraddittorio.

Attivista, dichiaratamente, di sinistra, non nascose il suo partire volontario nella Grande Guerra tra le file dell’esercito, verosimilmente costretto all’atto pur di «salvare la pelle.» per sua stessa ammissione. E, più recentemente, la sua candidatura nel Luglio 2006, alle elezioni del Sindaco e del consiglio comunale di Milano con il Centrosinistra, dove pur non riuscendo a garantirsi la poltrona del Primo Cittadino e pur avendo, nonostante ciò, diritto ad entrare comunque nel consiglio, decise in seguito di ritirarsi.

Fo che ha abbracciato anche il Teatro dell’Opera, per la prima volta nel Novembre del 1978, al Teatro Ponchielli di Cremona, dove debuttò Histoire du soldat di Igor Stravinskij, con la direzione di Claudio Abbado e la regia, appunto, di Dario Fo. Ne seguirono, successivamente, altre (nel 1980 al Theâtre de l’Est parisien di Parigi, con Histoire du tigre et autres histoires e nel 1987, dove al Muziektheater di Amsterdam, si tenne la prima del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con regia, scenografia e costumi di Dario Fo).

Anticonformista, talvolta anticlericale più delle sue opere stesse è l’esercizio di una forte critica rivolta, attraverso lo strumento della satira, alle istituzioni (politiche, sociali, ecclesiastiche) e alla morale comune che lo fa conoscere nel Belpaese ed in tutto il mondo. La sua costante opposizione ad ogni forma di potere costituito rende Fo non soltanto un artista a tratti “scomodo”, ma un vero antagonista dei cosiddetti intellettuali organici, tutti presi dal compito di conservare l’egemonia culturale già esistente o di crearne una alternativa. Amava dire, Dario Fo che: « La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune… anzi, è più vero… o almeno, più credibile. ».

Dario Fo che compare in un episodio de I Simpson. Dario Fo che porta al cinema una sua opera usando l’animazione per narrare le gesta di Johan Padan a la descoverta de le Americhe (2002). Dario Fo scrittore con all’attivo più di cinquanta testi – libri – saggi pubblicati. Dario Fo che è anche in Radio, nei primi anni 50 con Franco Parenti (Non si vive di solo pane – Radio Rai). Dario Fo diretto da Lattuada, Infascelli, Mastrocinque, Pietrangeli… Dario Fo Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte per l’Italia (1997). Dario Fo Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito Educativo e Culturale Gabriela Mistral (Cile) nel 2002. Dunque non è in lutto solamente l’Italia, che gli ha dato i natali, ma anche tutto il mondo. Con le sue incertezze d’uomo. Con le sue contraddizioni. Con la sua umana fragilità.

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