Franco Gatti: perdere un figlio

Ci sono momenti nella vita che nessuno si augura ed altri che sono talmente attesi da riempirti di una gioia irrefrenabile, penso ad es. alla nascita di un figlio.

Con quanta ansia e quanta gioia si aspetta quel momento magico in cui viene al mondo, con quanta trepidazione i genitori lo accolgono e con quanto amore lo curano, lo amano, lo proteggono, lo difendono e gli insegnano la vita, il modo migliore di affrontarla, per non cadere e anche per sapersi rialzare .

Gli anni passano, i figli sempre sotto l’amoroso sguardo del papà, della mamma…un anno dopo l’altro crescono e le difficoltà anche: la scuola, i primi problemi con lo studio, il momento del gioco che si accorcia e aumenta l’impegno e poi le ragazze, i ragazzi, l’amore, il cuore che inizia a battere, a cercare altri affetti, le frequentazioni degli amici e il rientrare a casa sempre più tardi e il genitore apprensivo che aspetta il rientro del figlio e si preoccupa se tarda e poi gli studi universitari e poi la laurea e il posto di lavoro e infine il momento del distacco, quando ti dice che il suo sogno si è realizzato e parte per un’altra città, un altro stato .

Quanta gioia vedere realizzata una vita di studio, quanto dolore doverti staccare da tuo figlio, quante notti insonni se non sei riuscito a sentirlo anche un solo giorno e le preoccupazioni ‘’mangerà abbastanza, si sentirà solo lontano da noi, come ci sentiamo noi senza di lui, sarà stanco,dormirà abbastanza da recarsi al lavoro riposato e sereno, chi frequenterà ?

Non vuoi invadere la sua vita privata, non vuoi soffocarlo con la tua presenza, non vuoi angustiarlo dicendogli quanto ti manca quel figlio lontano, anche se da quando è partito dormi poco, sei ansioso, ti senti vuoto e a volte, perfino preparare il pranzo ti fa soffrire e vedere il suo posto a tavola vuoto ti fa piangere …

Poi un giorno che “ MAI” avresti pensato di dover vivere, quel figlio non c’è più davvero e, inesorabilmente, sai che NON CI SARA’ MAI PIU’!

Come si fa a capire che la “maledetta vita” è stata troppo dura con te e, SOPRATTUTTO, con quel bellissimo giovane ragazzo che ami tanto, che ti manca tanto, che sempre ti mancherà, che NIENTE E NESSUNO TI RIDARA’!

Come si fa a capire che tuo figlio 23enne sia morto e tu 70enne e pieno di acciacchi sei ancora vivo ?!”

CON TUTTO IL CUORE  VICINI ALLA FAMIGLIA DI FRANCO dei “RICCHI E POVERI” in questo momento così doloroso, così inenarrabile,così crudele che la vita gli ha dato …

 

Maria Teresa Manta
14 febbraio 2013

 

 

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