A Baku il 3° Forum Mondiale sul Dialogo Interculturale

Si è svolto il 18 e 19 maggio a Baku, capitale dell’Azerbaigian, il terzo Forum Mondiale sul Dialogo Interculturale dal titolo “Culture and sustainable development in the post 2015 development agenda” organizzato con il patrocinio del Presidente azerbaigiano Ilham Aliyev in cooperazione con l’Unesco, UN Alliance of Civilizations, UN World Tourism Organization, il Consiglio di Europa e l’ISESCO il cui obiettivo primario è stato quello di focalizzare l’attenzione sui programmi ed i progetti dedicati alla Giornata Mondiale per la Diversità Culturale e per il Dialogo e lo Sviluppo che si è tenuta il 21 maggio, per volontà dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ed analizzare il ruolo di fede, religioni, migrazione, sport, educazione, arte ed economia nella costruzione di un ambiente di fiducia e cooperazione tra le culture e le civiltà.

Compito del Forum Mondiale sul Dialogo Interculturale è quello di promuovere l’agenda globale sul Dialogo tra le Civiltà adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel novembre 2001, la Convenzione dell’Unesco sulla Protezione e Promozione della Diversità di Espressione Culturale (2005), la Dichiarazione Islamica sulla Diversità Culturale adottata dall’ISESCO nel 2004, la Dichiarazione e Piano di Azione del Terzo Summit dei Capi di Stato e del Governo del Consiglio di Europa, il White Paper del Consiglio di Europa sul Dialogo Interculturale (Maggio 2008) e la Dichiarazione di Baku per la Promozione del Dialogo Interculturale.

Il dialogo interculturale ha assunto un ruolo di primo piano all’interno dell’agenda internazionale: i forum mondiali vengono quindi organizzati per poter sottolineare i successi e gli obiettivi raggiunti per la promozione della diversità culturale ed allo stesso tempo favorire l’incontro di governi, ministri, presidenti delle differenti organizzazioni internazionali, politici, professionisti culturali, ambasciatori, intellettuali ed esperti del settore per poter discutere le linee guida future. Il Forum Mondiale ha tra i suoi obiettivi quello di incoraggiare persone, paesi ed organizzazioni a prendere concrete decisioni che supportino la diversità, il dialogo, la mutua comprensione tra le nazioni in modo da elevare l’attenzione pubblica in merito a tale tematica.

La scelta del paese caucasico è stata effettuata prendendo in esame la sua posizione geografica che vede l’Azerbaigian essere situato nel punto di incontro tra Nord e Sud, Est ed Ovest, Asia ed Europa e per le sue membership all’interno di organizzazioni europee ed islamiche, caratteristiche che donano allo Stato azerbaigiano il ruolo di “ponte genuino” tra le culture. Se infatti si analizza la composizione etnica azerbaigiana è possibile notare la presenza di differenti minoranze etniche e religiose le quali convivono all’interno dello stesso territorio nazionale: alla netta maggioranza di etnia azera (91.6%) è possibile aggiungere cittadini lesghi (2%), russi (1.3%), armeni (1.3%), talish (1.3%) a cui si sommano avari, turchi, tatari, tat, ucraini, tsakhur, udi, georgiani, ebrei e curdi (totale 2.4% della popolazione). Dal punto di vista della confessione religiosa l’Islam sciita è prevalente, a cui fa seguito quello sunnita, la Chiesta Russa Ortodossa, la Chiesa Apostolica Armena, la Chiesa Caucasica dell’Albania, il Cattolicesimo, l’Ebraismo, l’Induismo, lo Zoroastrismo. Questa varietà culturale, etnica e religiosa è protetta dalla Costituzione adottata nel 1995 che prevede il rispetto dei diritti umani e delle libertà per quel che riguarda l’origine etnica, di razza, religiosa, linguistica ed altre distinzioni all’articolo 25 mentre l’articolo 44 sancisce che “ognuno possiede il diritto di mantenere la propria identità nazionale. Nessuno può essere forzato nel cambiarla”.

Il ruolo di promotore del multiculturalismo che ha voluto assumere l’Azerbaigian è dimostrato anche dalla sua centralità nell’organizzazione di eventi internazionali incentrati su tale tematica; per quanto riguarda il Forum Mondiale sul Dialogo Interculturale, la prima edizione fu proprio ospitata a Baku dal 7 al 9 aprile 2011 e vide la partecipazione di più di 500 rappresentanti provenienti da 102 paesi differenti, diverse organizzazioni internazionali, ONG, rappresentanti dei media, professori universitari ed esperti che presero parte al Forum dal titolo “United Through Common Values, Enriched by Cultural Diversity”. Sempre la capitale azerbaigiana è stata il teatro del 2° Forum Mondiale che si è tenuto dal 29 maggio al 1° giugno del 2013 dal titolo “Living together peacefully in a diverse world” il cui programma prevedeva diverse sessioni di studio e di confronto come quelle dedicate alla promozione dei principi espressi nel forum per facilitare il supporto popolare alla diversità culturale.

Nel discorso di apertura effettuato dal Presidente Ilham Aliyev del Forum è stato posto l’accento sul ruolo che il paese caucasico sta giocando nella sfera del dialogo interculturale ed ha evidenziato come il proprio paese, crocevia di civiltà, culture e religioni situato tra l’Europa e l’Asia, abbia beneficiato notevolmente della propria posizione geografica perché durante i secoli diversi rappresentanti di tutte le religioni, culture ed etnie hanno attraversato l’area del Caucaso ed avuto la possibilità di vivere in Azerbaigian in pace, dignità e come una sola famiglia. Secondo quanto espresso da Aliyev, con orgoglio il paese ha continuato ad accentuare questa sua caratteristica di promotore culturale fin dall’indipendenza ottenuta nel 1991; come testimonianza del lavoro di preservazione e conservazione della cultura è possibile citare la presenza sul territorio azerbaigiano di una delle più antiche moschee al mondo, quella della città di Shamakhi costruita nel 743, oppure le antiche chiese nei pressi della città di Sheki riconducibili alla Chiesa dell’Albania Caucasica, a cui è possibile aggiungere numerose chiese, sinagoghe e templi zoroastriani.

L’importanza del multiculturalismo è stata ribadita sempre da Aliyev durante la sua recente intervista al magazine The Business Year nella quale il leader azerbaigiano ha dichiarato che il paese ha fornito un importante contributo per favorire il dialogo tra le civiltà  tramite diversi incontri e forum mondiali e manifestazioni internazionali come per l’appunto il Forum Mondiale sul Dialogo Interculturale, l’Eurovision Song Contest del 2012, gli European Games di Baku che si svolgeranno a giugno e gli Islamic Solidarity Games del 2017 che verranno sempre ospitati all’interno della capitale azerbaigiana, opportunità di incontro e scambi culturali a livello sociale, artistico e sportivo.
Parlando di scambi culturali e di relazioni tra Italia ed Azerbaigian è doveroso citare l’incontro durante il Forum Mondiale avvenuto tra l’artista e scultore Albano Poli ed il Ministro della Cultura e del Turismo azerbaigiano Abulfaz Garayev il quale ha focalizzato l’attenzione sulla cooperazione nel campo culturale. Poli ha informato il ministro azerbaigiano circa il Progetto Arte Poli da lui ideato e realizzato nella città di Verona mostrandone il modello e sottolineando l’importanza culturale che detiene e la possibilità di rendere accessibili l’arte di Nizami Ganjavi e William Shakespeare. Secondo quanto dichiarato dall’artista italiano, il complesso ogni anno attira circa 25 milioni di visite turistiche e quindi l’implementazione nella città di Baku potrebbe aumentare il flusso turistico in Azerbaigian, dato che è stato preso in considerazione da Garayev il quale ha sottolineato l’impatto di grande risonanza.

di Giuliano Bifolchi
3 giugno 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook