Schlein: ‘Vinciamo le primarie e al voto prima possibile’

“Abbiamo ricostruito l’unità di un’alleanza progressista che può candidarsi alle prossime elezioni e battere queste destre per riaccendere un sogno e una speranza di un’Italia più giusta. Io ci sono”. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein chiude la Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia con l’annuncio della discesa in campo per la corsa a palazzo Chigi. Davanti a diecimila persone, quasi due ore di comizio per lanciare sfida al centrodestra.
“E’ Meloni che deve dire quando porteremo al voto questo Paese – dice dal palco – e visto che il suo governo è stato così inutilmente lungo, prima è meglio è”. Accelerare sul programma comune è l’invito della segretaria dem agli alleati. Puntare sul rispetto della Costituzione, su lavoro dignitoso e salario minimo. E poi sostegno a sanità e scuola pubblica, lotta all’evasione fiscale, piano casa nazionale e una legge per i caregiver. E dal palco del campovolo Schlein lancia anche il guanto per la partita della leadership della coalizione: “O l’accordo o le primarie. Ma se faremo le primarie vinceremo”.
Ma i dirigenti arrivati a Reggio Emilia per sentire la loro segretaria “testardamente unitaria” da qualche ora pensano ad altro. Perché in mattinata la voce di Giuseppe Conte sulla questione delle armi all’Ucraina si è alzata più forte del solito: «E’ chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca le primarie Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per una escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno. Il M5s non può sottoscrivere un programma che prevede di continuare a fare quello che fa Meloni in politica estera».
Una vera e propria bomba, quella lanciata da Giuseppe Conte dopo aver incassato sabato sera gli applausi della platea dem proprio a Reggio Emilia. Tanto suadente e smussante alla Festa dell’Unità, quanto perentorio e minaccioso davanti alla “sua” platea della festa del Fatto quotidiano, giornale di riferimento del M5s, alla Versiliana. Conte concavo e convesso, pronto a conquistare voti per le primarie in tutte le direzioni, si dirà. Conte che vuole rubare alla rivale Schlein i titoli di prima pagina in questa prima domenica fresca dopo un’estate torrida, si dirà. Ma il leader del M5s sembra per la prima volta essere andato un po’ oltre la normale competition per la premiership: ha configurato uno scenario per cui se a vincere la battaglia dei gazebo sarà l’avversaria la coalizione potrebbe saltare. Oppure, alternativa forse ancora peggiore, uno scenario per cui a saltare possono esser proprio le primarie se resta il sì all’invio di armi all’Ucraina.
Il discorso va avanti fra citazioni – Berlinguer, Bonino, Guccini – e l’orgoglio: “C’è chi in questo paese non vuole un’alleanza progressista al governo e non vuole una persona di sinistra a Palazzo Chigi. Io posso solo offrire le mie aggravanti personali, essendo donna, avendo 40 anni, essendo libera e non conforme proprio a tutti gli standard, ma se questo valesse nella società io non sarei qua e non avrei mai vinto il congresso e non avrei fatto questi quattro anni di lavoro insieme a voi”.
L’orizzonte è: “Batteremo queste destre nazionaliste, ma non rincorrendole sul loro terreno, le batterremo col coraggio di essere alternativi, proponendo una visione altra e alta, basata su libertà e uguaglianza. Uniamo le forze con le altre forze democratiche e progressiste”. Applausi. Guccini in sottofondo. Poi tutti sul palco per la foto di gruppo.




