HALLOWEEN: le radici di una festa neopagana

HALLOWEEN: le radici di una festa neopagana

mitologia-celtica-riti-druidiQuesta festa, ormai entrata nel nostro uso e consumo come importazione americana, in realtà possiede la sua genesi nell’antichissima cultura celtica, come tutti sanno. Il “celtismo”, inteso in qualche modo nella sua accezione modaiola, riemerge come religione neopagana verso gli anni ’70 del secolo scorso, riportando in auge quei culti panteistici e animistici, caratterizzati essenzialmente da un’aura misterica, innescandosi in quell’ampio fenomeno di cultura alternativa a sfondo spiritualistico della New Age, pure iniziato negli ultimi decenni del ‘900 e che ancora fa avvertire la sua influenza. Ma chi erano i celti e quale il significato della festa di Halloween?
Origini celtiche
Diciamo che un po’ di celtico è in tutti noi europei. Queste tribù, come concordano gli studiosi, erano indoeuropee. La loro cultura sembra infatti che si sia formata già verso il III millennio a.C. probabilmente in Afghanistan. Verso il 1500 a.C. ebbe inizio un vasto movimento migratorio dall’altopiano indico verso l’Europa, ove si stabilirono tra il 1200 e il 1000 a. C., diffondendosi a macchia d’olio dalla Britannia fin verso i Balcani. Nel 5° sec. a.C. dei gruppi si concentrarono nella località svizzera di La Tène, che divenne loro centro di diffusione. Infatti, nel 400 a.C., superate le Alpi, si stanziarono nella Pianura Padana, da qui facendo scorrerie per tutta Italia. E’ del 390 il famoso saccheggio di Roma al comando di Brenno. E poiché le “invasioni barbariche” non risparmiano nessuno, è lecito chiederci quanta parte del loro genoma trasmesso a quelle genti italiche sia rimasto intatto nel corso di tanti secoli nell’elica del nostro dna…
halloween-festa-paganaLa festa di Halloween
Caratteristica religiosa dei celti quella di essere chiamati il popolo dei “Campi delle Urne”, poiché usavano cremare i defunti, chiudendone le ceneri e le ossa in vasi d’argilla insieme a piccoli oggetti personali.
Per meglio capire il significato dei cerimoniali religiosi celtici, ci piace trascrivere ( con i necessari omissis) l’introduzione al libro “Halloween – Storia e tradizioni”- 2002 ( in corso di una nuova edizione) del Prof. Enrico Malizia, noto tossicologo, da anni appassionato studioso di queste culture europee insieme a Hilde Ponti, la quale cura la seconda parte del libro negli aspetti più ludici, con curiosità storiche, travestimenti, ricette originali assai golose, poesie e ballate, per una serata di Halloween all’insegna della “zucca ridens”.

“Storia e tradizioni”
“ “Al tramonto della vigilia che precede il primo novembre, da almeno 2700 anni ha inizio la festività più importante del mondo celtico: SAMHAIN o Samhan, o Saman, in gaelico irlandese Samhuin, equivalente al gallico Samonica del calendario di Coligny. La celebrazione, che si protraeva fino al tramonto del 2 novembre, scandiva la fine sia dell’estate che di un anno celtico… Come sottolineato da Giulio Cesare, “questo popolo computa i periodi di tempo non in base al numero dei giorni, ma a quello delle notti….”

“Il periodo festivo di Samhain è stato definito dalla cultura celtica un “tempo sospeso” o, come afferma Philip Carr Gomm, “a time of no time” (un tempo di non tempo). La società celtica, sotto il controllo dei druidi (sacerdoti, filosofi, consiglieri del re – n,d,r,), era molto strutturata e organizzata: ognuno conosceva il proprio ruolo e restava nei propri limiti. Ma i druidi, al fine di consentire che l’ordine fosse psicologicamente tollerabile, avevano riservato un brevissimo periodo dell’anno, in cui ordine e struttura fossero aboliti ( come nel Carnevale) e il caos potesse regnare.

Samhain rispondeva a questo scopo… la popolazione poteva abbandonarsi alle follie, scaricando tutte le tensioni represse nell’anno passato…..Oltre alla fine dell’estate, Samhain era la festa del fuoco e dei defunti e la riunione di tutta la popolazione. Il passaggio ciclico temporale, la morte, il fuoco, l’assemblea generale e la follia comportavano una serie di riti articolati e complessi.

“Indubbiamente, Samhain racchiude in sé ed esemplifica tutta la cultura, lo spirito e l’animo celtici. Mantenuta in Gallia e Britannia dai conquistatori romani, che tuttavia ne ridussero attributi e significati, cambiò nome e cerimoniale nonché alcuni simboli dopo la cristianizzazione… Nell’853 d. C. la Chiesa cattolica, non potendo estirpare Samhain dall’animo celtico, la conservò nel giorno del 1° novembre come festa di tutti i Santi, un provvedimento che non riguardava soltanto i Celti ma tutti i fedeli, indipendentemente dalla loro sede geografica e origine etnica.

“In lingua inglese, la festività di Ognissanti fu chiamata All Hallows Day ( All= tutto, Hallows= santi, Day = giorno) e l’inizio della festività, come nella tradizione celtica, fu mantenuto al tramonto del giorno precedente, cioè al 31 ottobre secondo il calendario giuliano. Il periodo temporale tra la sera d’inizio e l’alba del primo novembre di conseguenza ebbe il nome di Halloween, cioè “een”, contrazione di even = Vigilia di Ognissanti, o anche “eve”, cioè sera. Una denominazione che da allora indica la sera, o meglio la notte dei folli.

“Successivamente, intorno al 1000 d.C., Odilone di Cluny istituì la festività dei defunti alla data del 2 novembre, All Souls Day = Il Giorno di Tutte le Anime…… Si era così ricostituito il periodo festivo delle tre notti di Samhain di cui ha conservato nei paesi celtici (Irlanda, Scozia, Galles, Bretagna) gran parte dei suoi simboli, riservando ad Halloween la possibilità di trasgressioni e libertà dalle convenzioni, sotto la copertura della maschera della follia temporanea: “tutto è permesso al folle” (Erasmo da Rotterdam – L’elogio della follia).

“La festività, a seguito della carestia del 1840-50 provocata dalla ruggine delle patate, nutrimento essenziale delle popolazioni celtiche, emigrò con i loro abitanti nel Nord America. Lì conservò i suoi aspetti più esclusivi e turbolenti… Ma piano piano il fascino di Halloween conquisto il paese, prima gli adulti, poi i bambini che ne sono stati i più grandi fruitori e propagandisti. Finché, dopo la prima guerra mondiale, specie dopo gli anni ’80, Halloween si è globalizzata, conquistando non solo USA e Canadà, ma tutto il mondo al quale ha raccontato e racconta la civiltà celtica sia druidica sia cattolico-medievale.”

Ancor oggi, i moderni “druidi” dello Samhain amano celebrare il solstizio d’inverno intorno alle vestigia di Stonehenge, sulla Piana di Salisbury. Questi megaliti disposti a circolo, molto probabilmente un osservatorio astronomico eretto mille anni prima dell’insediamento dei Britanni (VIII secolo a.C.), conservano tutto il fascino di quanto resta ancora avvolto nel mistero dei tempi.

Angela Grazia Arcuri
Roma, 27 ottobre 2014.

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