Allarme Ebola: rischio contagio per via sessuale due mesi dopo la guarigione

Allarme Ebola: rischio contagio per via sessuale due mesi dopo la guarigione

ebola contagio sessoArriva un’ennesima notizia allarmante dai medici sul virus che tanto ci sta terrorizzando negli ultimi giorni: Ebola può essere trasmesso da un soggetto infetto non solo a partire dal momento della comparsa dei sintomi tipici della malattia, ma anche prima della comparsa dei sintomi e dopo l’avvenuta guarigione del paziente. Sono, infatti, a rischio anche i rapporti sessuali fino a due mesi dopo l’avvenuta guarigione.

A dichiararlo è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) in un report che spiega che «Virus Ebola vitale è stato isolato nello sperma umano fino a sette settimane dopo la guarigione. Sono stati individuati nel latte materno e sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue». L’Ecdc continua: «Il rischio di trasmissione del virus Ebola andrebbe considerato in relazione alle donazioni di cellule riproduttive, tuttavia l’evidenza che il virus possa persistere per un lasso di tempo nel corpo umano dopo la guarigione è insufficiente per definire uno specifico periodo di differimento» per la donazione. Periodo fissato dodici mesi dopo la guarigione. Dopo la guarigione dalla fase acuta, infatti, un paziente può continuare a secernere virus infettivi e vitali per lunghi periodi».

Secondo quanto spiegano le ricerche dei dottori il sangue e gli organi di un paziente infetto possono trasmettere il virus sin dall’inizio della malattia, prima della comparsa dei sintomi al termine del periodo di tre settimane di incubazione. Sulla base di questa allerta, il Centro nazionale sangue ha emanato una circolare ai centri trasfusionali in cui si prevede, in via precauzionale, lo stop alle donazioni di sangue per due mesi per chi rientra dai Paesi africani a rischio Ebola e per coloro che hanno avuto contatti con soggetti a rischio. Stesso stop anche per i trapianti di organi da tali soggetti.  L’Ecdc precisa che comunque vi sono «dati limitati sul quando un paziente diventi infettivo durante il periodo di incubazione. Si presume che la replicazione del virus nei fluidi corporei non sia sufficiente nella fase pre-sintomatica a determinare una trasmissione da persona a persona attraverso i contatti quotidiani. Tuttavia, non ci sono dati sul quando la fase di viremia cominci nel periodo di incubazione. Nella fase dei sintomi, invece, il virus è presente in alta concentrazione nei fluidi corporei, tessuti e organi».

Intanto anche in Italia Ebola fa sempre più paura: nel nostro Paese si registrano in media una decina di segnalazioni di casi sospetti, tutti finora fortunatamente negativi. A Roma e Milano oggi due allarmi simili, che testimoniano come la guardia sia alta.

13 ottobre 2014

Sonia Carrera

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