Mamme sempre più tardi: come prevenire le complicazioni

Mamme sempre più tardi: come prevenire le complicazioni

mammeSe negli anni Settanta e Ottanta avere un figlio a trenta anni era ritenuto un evento quasi tardivo, visto che le donne partorivano mediamente al di sotto dei venticinque anni, oggi le trentenni in stato interessante sono considerate mamme giovani. Diventare mamma si è trasformato quindi un privilegio e un piacere che molte donne si concedono sempre più tardi, sia perché è difficile permettersi uno “stop” proprio negli anni in cui si sta coltivando la carriera, sia perché vi è la mancanza di un supporto sociale per la prima infanzia, e come se non bastasse i bilanci familiari sono instabili a causa della crisi ormai nota a tutti noi.

Uno studio dell’Istat dimostra infatti come negli ultimi 20 anni si sia alzata l’età media di maternità. Già dal 1991 al 2011 l’età è andata dai 29,1 ai 31,4 anni, con picchi di 31,8 nelle regioni del Centro Italia, ma l’età media continua a salire. Per quanto riguarda la media europea,si aggira invece sui 30 anni e questo porta le donne italiane in cima alla classifica delle madri più mature del continente, al pari della Svizzera e poco sotto dell’ Irlanda e Spagna.

Il ritardo delle gravidanze può essere dovuto inoltre al fatto che oggi sembrano di meno le coppie che intendono realmente impegnarsi. Non a caso in Italia, paese familista per eccellenza, il matrimonio sembra essere sempre meno attraente; ci si sposa sempre meno e più tardi, e non solo per motivi economici. Il guaio però, è che rimandare all’infinito non si può. Col passare degli anni la probabilità di concepire un bambino diminuisce, mentre cresce il pericolo di aborti spontanei e malformazioni fetali. Tale fenomeno preoccupa infatti i medici per più di un motivo: ogni anno in Italia nascono 90 mila prematuri o con difetti congeniti (250 al giorno), alcuni dei quali molto gravi, come spina bifida e cardiopatie. Il periodo preconcezionale è fondamentale perché la donna si accorge della gravidanza tardi, quando l’embrione ha già 2-3 settimane di sviluppo. La prima visita e i primi veri consigli professionali arrivano dunque quando la maggior parte degli organi embrionali si è già formata. Poche donne si preoccupano di prevenzione preconcezionale, ma ciò non dipende da poca attenzione o senso di responsabilità, ma da scarsa informazione. Le stesse donne risultano infatti immediatamente recettive e attente una volta che la gravidanza è accertata. Tra le cause, la scarsità di efficaci azioni e programmi preventivi del sistema sanitario nel suo insieme nel campo della salute riproduttiva e preconcezionale.

Secondo quanto afferma il Dott. Mastroiacovo, se tutte le coppie italiane assumessero regolarmente una compressa di acido folico durante l’età fertile fino al concepimento, potrebbero essere prevenuti circa 2 mila casi di malformazioni gravi ogni anno. Se nessuna donna fumasse inoltre, si potrebbero prevenire circa 2.700 casi di infertilità femminile, quasi mille nascite premature e altre 250 malformazioni congenite. È indispensabile quindi iniziare ogni azione salutare e preventiva prima dell’inizio della gravidanza.

Serena Panacchia

28 settembre 2014

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