Gratta e vinci: l’illusione di vincere coinvolge tutti senza eccezioni

Gratta e vinci: l’illusione di vincere coinvolge tutti senza eccezioni

Gratta e vinci 2Slot, videopoker, gratta e vinci, stanno prendendo sempre più spazio tra i minorenni, fino ad arrivare a bambini anche sotto i 10 anni. L’allarme arriva dalla Società Italiana Medici Pediatri e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza. L’indagine nazionale ha mostrato che almeno 400mila bambini fra i 7 e i 9 anni e 800mila ragazzini fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo. Il gioco d’azzardo patologico è un problema preso veramente sottogamba. Per i bambini più piccoli si tratta di scommesse su lotterie, bingo e gratta e vinci, accompagnati spesso dai nonni che si prendono cura di loro mentre i genitori sono al lavoro. Per i più grandi, invece, l’accesso al gioco d’azzardo è semplice e immediato e si svolge in totale autonomia. Basta accendere il computer di casa, generalmente privo di filtri, per entrare in siti per il gioco on line vietato ai minori.

Ma il gioco d’azzardo oltre che “giovane”, è un gioco tipicamente “femminile”. Lo afferma lo psicologo e psicoterapeuta specializzato in dipendenze Roberto Cavaliere:

“i gratta e vinci fanno parte di tutte le dipendenze da gioco, diciamo che stanno nello scalino più basso, ma sempre dipendenze sono – spiega –. C’è l’aspetto compulsivo di “assunzione della dose”, in gergo tecnico chiamato carving che è più insidioso. Le altre forme di gioco infatti richiedono un “accesso” più complesso. Bisogna recarsi in un bar e sedersi a una video-slot, quindi essere etichettati socialmente come giocatori, oppure andare in una bisca, luogo di non facile ingresso, o recarsi in luoghi dedicati, altro segnale sociale che stigmatizza, al contrario dei gratta e vinci in cui non c’è “stigma” sociale su di loro, chi li compra, anche i giocatori compulsivi, non si sentono giocatori d’azzardo”.

Cos’è che ci coinvolge del gioco d’azzardo:

Il cervello umano si sforza sempre di trovare regolarità che gli consentano di comprendere le probabili cause di ciò che accade. Quando questi pattern non esistono, come nei giochi d’azzardo perfettamente casuali, talvolta il soggetto si illude averli trovati e di saper perciò controllare un fenomeno che prescinde dalla sua volontà. È la cosiddetta “illusione di controllo”, studiata sperimentalmente da almeno 40 anni. Basta pensare a un compratore di biglietti della lotteria che vuole scegliere la cedola da acquistare o un giocatore che soffia sui dadi prima di tirare: sono comportamenti irrazionali.

Cosa scatta nel nostro cervello quando vinciamo:

Quando vinciamo invece scatta un circuito detto “sistema del rinforzo, noto dagli anni ’50 del Novecento, che tocca diverse aree del cervello prima di confluire nel nucleo accumbens, che è il principale centro di produzione del neurotrasmettitore dopamina. È un sistema abbastanza generico che risponde a ogni stimolo considerato positivo ed è lo stesso sistema su cui agiscono alcune droghe, come la cocaina e le metanfetamenine.

Cosa ci porta ad acquistare altri biglietti:

Tutte le lotterie nel corso del 2011 hanno raccolto denaro pari a 10.2 miliardi di euro su un totale di 79,9 miliardi di fatturato complessivo. Le vincite al Gratta e Vinci sono abbastanza frequenti, ma del tutto irrisorie: spesso infatti si limitano a restituire il denaro speso per l’acquisto del biglietto, quindi non rappresentando una vera vincita. Il giocatore quindi è indotto a pensare:

  1. che vincere è facile, equiparando psicologicamente la facilità di aver ottenuto un rimborso al fatto di ricevere una vincita significativa;

  2. che vale la pena insistere;

  3. che il valore ricevuto dalla “vincita” non valga la pena conservarlo, ma piuttosto “reinvestirlo” nell’acquisto di nuovi biglietti.

Non corrisponde al vero il fatto che la spesa nel Gratta e Vinci sia minore rispetto ad altri giochi: ci sono biglietti da 10 o 20 euro. Il problema sta nel fatto che la rapidità del gioco (cioè i pochi secondi che passano tra l’acquisto e l’esito ottenuto grattando) può indurre la ripetizione dell’acquisto».

Come sono redistribuiti gli introiti del Gratta e Vinci:

Un aiuto può darlo, per un consumo consapevole, sapere come “funzionano” i gratta e vinci e perché sono un investimento poco vantaggioso. Lo Stato ha affidato alla società privata, Lottomatica, la concessione per quanto riguarda la loro produzione e distribuzione. Ogni serie di gratta e vinci delle varie tipologie in commercio viene prodotta per lotti (primo, secondo, terzo, ect.). Mettiamo che il primo lotto sia di 3milioni di biglietti che costano 5 euro l’uno. Basta una semplice moltiplicazione per capire che Lottomatica incasserà 15milioni di euro.

Bene, di questi 15miloni il 70% viene ridistribuito ai giocatori, circa 10milioni di euro. Lottomatica incassa quindi 5milioni di euro. Interessante è però vedere come avviene la distribuzione delle vincite. Si stampa un numero limitatissimo di biglietti milionari, massimo 4 o 5, da 500mila euro a 2 milioni di euro circa (specchietti per le allodole per i giocatori) e alcuni biglietti la cui vincita varia dai 5 ai 50 euro, moltissimi biglietti con vincita nulla. Dei 5 milioni rimanenti a Lottomatica, una parte verrà impiegata per coprire le spese pubblicitarie e di distribuzione, un’altra verrà versata all’erario e il resto incassata. Ma noi stiamo parlando di un solo lotto di biglietti, immaginate questo moltiplicato per decine e decine di lotti. Non a caso lo Stato raccoglie in media 10miliardi di euro all’anno solo con i gratta e vinci.

Ovviamente, al consumatore interessano le probabilità di vittoria. Abbiamo detto che su tre milioni di biglietti venduti i premi da 500mila-2mila euro sono solo in 4 biglietti per lotto (in genere i più costosi, quelli da 20 euro) quindi le probabilità che un giocatore ha di trovare il tagliando milionario è una su 750mila. Bassissima. In pratica non “si può vincere facile”. Anzi. Secondo gli esperti di giochi d’azzardo il gratta e vinci è quello che dà minore possibilità di vittoria rispetto ad altri giochi.

Il cosiddetto payout, ovvero la percentuale di denaro ridistribuita ai giocatori, varia dal 50% al 75% a seconda del tipo del biglietto (più è caro il tipo di biglietto, più alto è il payout), minore rispetto agli altri giochi da bar, comprese le video-slots e il Superenalotto. Quindi, se un tagliando costa solo 2 euro, la possibilità di essere un turista per sempre (ultima trovata) è veramente bassa. Ma perché vengono stampati così pochi biglietti che fanno vincere grosse cifre e non c’è una ridistribuzione più “a pioggia”? Perché altrimenti il consumatore non sarebbe invogliato a giocare. Ogni gioco d’azzardo deve falsamente promettere di cambiare la vita.

Serena Panacchia

29 agosto 2014

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