Zoo di Copenaghen: dopo Marius sgomento per l’uccisione di quattro leoni

Zoo di Copenaghen: dopo Marius sgomento per l’uccisione di quattro leoni

zoo-copenaghen-Leoni-jpgÈ passato poco più di un mese dall’uccisione, e successivo sezionamento, davanti agli occhi di tutto il mondo, del cucciolo di giraffa Marius, condannato a morte per la necessità di ridurre i rischi di endogamia.

Lo zoo della capitale Danese si è macchiato ancora di sangue. Questa volta ad essere uccisa è stata una intera famiglia di leoni, quattro per la precisione, un maschio di sedici anni e la sua compagna di quattordici e due cuccioli di appena qualche mese.

I felini, uccisi lo scorso 24 marzo, sarebbero stati condannati a morte per far posto ad un nuovo leone nella struttura. Il nuovo arrivato – secondo i responsabili dello zoo – non avrebbe potuto convivere con i due leoni più anziani e con i loro cuccioli di dieci mesi. Cosi, non riuscendo a trovare un altro parco zoologico attrezzato e disposto ad ospitare gli animali, lo zoo ha deciso di uccidere i quattro felini, addormentandoli prima e poi sopprimendoli con un’iniezione letale.

A differenza di quanto avvenne in seguito alla macabra uccisione di Marius, i felini questa volta non sono stati sottoposti ad una autopsia pubblica e le loro carcasse, non essendo cibo ambito da nessun animale dello zoo, verranno in parte cedute ad istituti di studi scientifici.

Il nuovo leone verrà introdotto tra gli altri grandi felini dello zoo, e si potrà accoppiare con due leonesse che hanno da poco raggiunto la maturità necessaria per riprodursi. “Questi animali sono molto gerarchici e l’arrivo di un nuovo esemplare nel gruppo comporta importanti cambiamenti che devono essere gestiti con attenzione. Il nuovo leone – spiegano i curatori dello zoo – più giovane e forte, avrebbe prevalso sulla coppia di leoni anziani e avrebbe ucciso i due piccoli alla prima occasione”.

Una nuova ondata di sdegno è partita dalle associazioni animaliste di tutto il mondo.

Il Direttore Scientifico dell’Ente Nazionale Protezioni Animali, Ilaria Ferri, ha protestato: “più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventata un mattatoio.” “Naturalmente – ha proseguito il direttore scientifico – come dimostra l’ondata di indignazione provocata dalla morte di Marius, l’opinione pubblica internazionale non crede a giustificazioni infondate e pretestuose, e non è più disposta a tollerare simili gesti violenti, crudeli ed inutile ai danni di altri esseri viventi, compiuti da chi, come gli zoo, si vuole addirittura arrogare una funzione di conservazione delle specie; cosa evidentemente che con la cattività non ha nulla a che vedere”.

Alla vigilia delle elezioni Europee l’Enpa, inoltre, ha colto l’occasione per chiedere a tutti i futuri candidati al Parlamento Europeo di “fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattività in tutta Europa, zoo, delfinari, acquari, circhi; strutture che spesso non rispettano neanche le normative nazionali e internazionali. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca non sono più tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civiltà di cui l’Europa intende farsi portatrice”.

Sulla questione è intervenuta anche l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, nota animalista: “il ‘nuovo, assurdo animalicidio’ nello zoo di Copenaghen, dove sono stati uccisi due leoni anziani e due cuccioli perché ‘serviva spazio’, non solo ripropone l’esigenza di una normativa a livello europeo contro la cattività degli animali (e di impegni precisi in tal senso da parte dei candidati alle elezioni del 25 maggio) ma rende ancor più urgente una risposta all’interrogazione che ho presentato nei giorni scorsi per sapere quanti animali siano stati soppressi negli zoo italiani negli ultimi cinque anni, che età avevano, a quale specie appartenevano, quali erano le loro condizioni di salute, quali le motivazioni alla base della decisione di sopprimerli“. “L’interrogazione – spiega – prende spunto da un’intervista del direttore esecutivo dell’Associazione europea degli zoo e acquari (Eaza) Lesley Dickier, ripresa anche da ‘media’ italiani, secondo la quale ogni anno negli zoo europei vengono uccisi fra i tremila e i cinquemila animali. Il numero preciso, spiega il direttore di Eaza, non è certo, ‘perché in molti casi nei registri delle morti non viene indicata la motivazione della soppressione’ ed è ragionevole pensare che non tutte queste uccisioni vengano effettuate poiché l’animale è gravemente malato e non recuperabile”.

Per quanto riguarda lo zoo di Copenaghen, e tutti quelli dell’Unione europea, ”è ora di rivedere norme europee troppo indulgenti verso istituzioni di matrice e carattere ottocentesco come i giardini zoologici”.

di Claudia Pizzaroni
26 marzo 2014

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