Venduta Villa Certosa: luogo simbolo del “berlusconismo”
Villa Certosa, la gigantesca e lussuosa residenza in Sardegna di Silvio Berlusconi, è stata venduta alla famiglia reale del Qatar. Grande quasi il doppio dell’estensione del Vaticano (120 ettari), la villa è ricordata sia per lo sfarzo e l’esagerazione della sua struttura, sia per divenire ogni estate un luogo de facto della politica italiana e internazionale. Di qui sono passati nel rovente mese di agosto l’allora primo ministro inglese Toby Blair, il presidente statunitense George W. Bush, il russo Vladimir Putin, quelli spagnoli José Zapatero e José Maria Aznar e tanti altri, scardinando un’intera visione della diplomazia politica e della sua formalità. Impossibile non associarla ai duetti chitarra e voce con il cantautore Mariano Apicella, ai giri in golf cart con Putin e alla bandana bianca di Berlusconi indossata durante una visita a Porto Rotondo assieme a Blair e la moglie. Il tutto all’interno di una residenza pensata per stupire e accogliere gli ospiti, ma anche per rappresentare il suo proprietario.
La Villa
Quando Berlusconi acquista la proprietà alla fine degli anni Ottanta, la residenza si chiamava Villa Monastero ed era solo una parte di ciò che venne ribattezzata da Berlusconi “Villa Certosa”. Negli anni successivi, la tenuta viene ampliata con l’acquisto di terreni circostanti e una lunga serie di interventi edilizi e paesaggistici affidati all’architetto Gianni Gamondi, autore di numerose residenze della vicina Costa Smeralda. La villa affaccia sul golfo di Marinella, nei pressi di Punta Lada e, più che una residenza, il suo nuovo proprietario la trattò quasi come un piccolo ed eccentrico paese. Ciò che sorprendeva di più erano sicuramente l’esagerazione di ciò che la componeva: laghi artificiali, giardini sconfinati, sette piscine, diverse villette per gli ospiti, cottage, campi da calcio e da golf, giostre per bambini, un anfiteatro, una spa, un’area per la talassoterapia, un giardino dei dolmen, le grotte di Nettuno, un tunnel scavato nella roccia che conduceva a una grotta artificiale con attracco per le barche. E la lista potrebbe continuare. Un dettaglio più di ogni altro raccontava l’essenza del luogo: un vulcano artificiale, che eruttava durante gli spettacoli serali con l’obiettivo di lasciare gli ospiti senza parole. L’effetto fu così realistico da trarre in inganno i residenti e i vicini, che, nel ferragosto del 2006, chiamarono i Vigili del fuoco per accorrere in fretta sul luogo.
Un luogo “istituzionale”
Villa Certosa attirava diverse polemiche non solo per la sua esibita esagerazione, ma anche per essere divenuta un vero e proprio luogo istituzionale, in versione estiva. La residenza ospitava, infatti, diversi e importanti incontri istituzionali, che la portarono ad essere considerata una “sede alternativa di massima sicurezza per il Presidente del Consiglio”, autorizzando il premier a svolgere da lì le sue attività di governo. Di fatto, non era la prima volta che Silvio Berlusconi utilizzava le sue residenze private come luoghi dai quali gestire la sua attività politica. Tra questi vi furono anche Palazzo Grazioli a Roma e la villa di Arcore, in Brianza. Oggi, a fare lo stesso è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con la sua residenza a Mar-a-Lago in Florida. A Villa Certosa, però, la diplomazia aveva regole tutte sue. Le riunioni ufficiali lasciavano spesso spazio a barbecue o spettacoli privati, con l’ex premier che amava fare da padrone di casa, accompagnando personalmente gli ospiti in visita e mostrando ogni angolo della proprietà. Nei primi anni duemila, Villa Certosa divenne uno dei centri della narrazione pubblica sul “berlusconismo”, alimentando polemiche sulla figura dell’allora presidente del Consiglio. Le feste estive alla presenza di modelle, imprenditori, artisti e celebrità alimentarono indiscrezioni e malcontento. Per alcuni rappresentava il successo imprenditoriale, per altri la villa incarnava gli eccessi e quella commistione tra pubblico e privato che ha caratterizzato gran parte della parabola politica di Berlusconi.
La vendita
Ora, la villa è stata venduta per 350 milioni di euro alla famiglia reale qatariota Al Thani. Dopo la morte di Berlusconi, il 12 giugno 2023, i suoi eredi avevano deciso di mettere in vendita la residenza sarda, confermando in questi giorni di aver accettato una proposta da “soggetti stranieri”. Le voci rivelano l’acquirente: Costellation Hotels Holding, società di investimento con sede in Lussemburgo, nonché braccio immobiliare della famiglia qatariota di Al Thani, che hanno effettuato già diversi investimenti in Gallura. cambiamento su un asse di una ricchezza sempre più in cambiamento e che riconferma la Costa Smeralda come uno dei poli d’attrazione principali pensati per il lusso.




