Da San Pietro a Palazzo Chigi: la visita romana di Rubio
Questa mattina alla Basilica di San Pietro si respira un’aria diversa dal solito. Via della Conciliazione chiusa al traffico, il silenzio delle prime ore del giorno interrotto dal rumore degli elicotteri che sorvolano il cielo. Le misure di sicurezza sono state rafforzate in vista dell’incontro, previsto alle 11:00, tra il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio e Papa Leone XIV.
L’iniziativa è stata promossa dagli Stati Uniti e, come Rubio ha tenuto a sottolineare, non rappresenta un tentativo di riallacciare i rapporti con il Vaticano, da anni partner umanitario di Washington. I temi sul tavolo, del resto, non mancano: la questione cubana, la guerra in Medio Oriente, gli attacchi in Libano e il conflitto in Ucraina.
La Chiesa, infatti, “è investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo, e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra”, ha dichiarato Prevost.
La visita di Rubio viene quindi letta come un tentativo di consolidare l’asse occidentale sotto diversi punti di vista: dalla gestione delle crisi in Medio Oriente alla sicurezza energetica, fino alle emergenze umanitarie. In questo quadro, l’Italia è considerata un interlocutore chiave, sia per il suo ruolo strategico nel Mediterraneo sia per la presenza italiana in Libano.
I recenti attacchi di Donald Trump al Papa, arrivati dopo le critiche del Pontefice alle posizioni americane sulla guerra e ai rapporti con gli storici alleati europei degli Stati Uniti, potrebbero far pensare a un incontro inserito in un clima di tensione. Una ipotesi però ridimensionata dal cardinale Pietro Parolin, che ha spiegato come un eventuale futuro colloquio tra il Papa e Trump sarebbe accolto positivamente, poiché “il Santo Padre è aperto a tutte le cose, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno”.
Dopo l’incontro con il Papa, Rubio vedrà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto. I colloqui con il governo italiano dovrebbero concentrarsi soprattutto sulla cooperazione strategica tra Roma e Washington, con particolare attenzione al ruolo dell’Italia nella NATO, alla sicurezza nel Mediterraneo e al coordinamento sulle principali crisi internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente. Sul tavolo anche la sicurezza energetica e la stabilità del Nord Africa, dossier considerati centrali sia dagli Stati Uniti sia dal governo italiano.
La Visita romana di Rubio assume quindi un valore che va oltre il semplice incontro diplomatico: rappresenta un tentativo di mantenere saldo il dialogo tra Washington, Vaticano e governo italiano in una fase segnata da tensioni internazionali e rapporti sempre più delicati tra Stati Uniti ed Europa.




