“Divorzio alpino”: quando l’escursione si trasforma in abbandono. È una nuova forma di violenza?
Negli ultimi mesi è diventato virale il concetto di “divorzio alpino”. Abbandonare il proprio partner durante un’escursione in montagna è un fenomeno più diffuso di quello che si pensa e su Tik Tok e X molte persone ne hanno parlato per condividere le loro esperienze e testimonianze. Molti la definiscono una nuova forma di abuso, per umiliare il proprio partner in una situazione scomoda e di disagio. Ma di cosa si tratta davvero?
Un fenomeno virale sui social
Se si scorrono X o TikTok, è ormai facile imbattersi nel termine “divorzio alpino”, diventato virale nelle ultime settimane. Si tratta di un concetto che fino a poco tempo fa era poco conosciuto, ma che oggi si sta diffondendo rapidamente anche grazie alle numerose testimonianze condivise online, soprattutto da donne provenienti da diversi Paesi. Con l’espressione “divorzio alpino” si indica l’abbandono del partner durante un’escursione in montagna, una situazione tanto estrema quanto pericolosa.
Tutto sembra essere iniziato con un video pubblicato su TikTok da una ragazza che ha raccontato di essere stata lasciata sola dal compagno mentre stavano scalando una formazione rocciosa. Il filmato, in cui la giovane appare in lacrime, ha superato i 4 milioni di like, portando all’attenzione pubblica un fenomeno fino ad allora quasi sconosciuto.

Foto: Tung Lam via Pixabay
Da quel momento, molte altre persone hanno iniziato a condividere esperienze simili: c’è chi ha raccontato di aver vagato per oltre 12 ore alla ricerca di un’uscita nel Grand Canyon dopo essere stata abbandonata dal proprio partner, finché un ragazzo norvegese non l’ha aiutata. Un’altra donna ha invece riferito di essere stata lasciata sola nei boschi da un uomo con cui si trovava; una volta tornata a casa sana e salva, ha deciso di bloccare il suo numero e interrompere ogni contatto.
Si tratta di una nuova forma di violenza?
Dalle testimonianze raccolte emerge che si tratta di un fenomeno che colpisce soprattutto le donne, spesso lasciate sole lungo i sentieri dal proprio partner. Nella maggior parte dei casi, l’episodio si verifica dopo discussioni legate al ritmo o alla durata dell’escursione: uno dei due, frustrato o irritato, decide di proseguire da solo, abbandonando l’altra persona. Dietro questo comportamento potrebbe esserci una forma di “punizione”, una reazione al fatto che il partner non ha soddisfatto le aspettative prefissate per la giornata.
Alcuni interpretano questo gesto come una forma di abuso, poiché la persona viene lasciata in una condizione di vulnerabilità, in un ambiente che può essere ostile e imprevedibile. L’abbandono, in questo senso, diventa un modo per umiliare o mettere in difficoltà l’altro, con possibili conseguenze anche sul piano emotivo. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Guardian, tra i primi a occuparsi del fenomeno, non sempre si tratterebbe di un atto premeditato: in alcuni casi sarebbe piuttosto il risultato di aspettative disattese o di un’esasperazione che porta a perdere la pazienza.

Foto: Cheng Lin/Unsplash
A prescindere dalle intenzioni, abbandonare il proprio partner durante un’escursione resta un comportamento inaccettabile. Considerando poi la vulnerabilità e i rischi tipici dell’ambiente alpino, spesso poco familiare e potenzialmente pericoloso, la situazione diventa ancora più grave. Il cosiddetto “divorzio alpino” non solo espone chi viene lasciato indietro a seri pericoli, ma apre anche una riflessione più ampia e inquietante: è questa la normalità verso cui stiamo andando? Lasciare il proprio compagno di escursione sta davvero diventando qualcosa di accettato?



