Anna Wintour lascia la guida di Vogue
Anna Wintour lascia la direzione di Vogue. Dopo aver dettato la moda per 37 anni, la regina che ha ispirato Hollywood e una delle giornaliste più potenti al mondo fa un passo indietro. L’annuncio lo ha dato di persona nel corso di una riunione con il suo staff, al quale ha comunicato di essere alla ricerca di un nuovo leader per l’edizione americana del magazine. Wintour continuerà comunque a ricoprire i suoi incarichi di responsabile dei contenuti globali di Condé Nast e di direttore editoriale globale di Vogue.
La Wintour è stata al timone di Vogue dal 1988, dal 2013 direttore artistico di tutti i mensili del gruppo e da dall’estate del 2019 global content advisor, un titolo che le ha consentito di cementare il suo ruolo di protettrice del Dna di Conde’ Nast dopo la morte dell’editore storico e mecenate Si Newhouse. Durante i cambiamenti che si sono succeduti nel corso degli anni, Anna è rimasta una costante in Condé Nast e nell’editoria, riuscendo a salvaguardare il suo posto anche di fronte alle profonde crisi di settore che si sono succedute.
Figura chiave per rivoluzionare l’estetica e le vendite del magazine, fin da subito Wintour riesce a far centro. Il primo numero realizzato sotto la sua direzione è quello di novembre 1988: Michaela Bercu, sorriso smagliante e a figura intera, indossa in copertina dei semplici jeans da 50 dollari abbinati a un maglione di Christian Lacroix da 10.000 dollari. Uno scatto firmato Peter Lindbergh che passerà alla storia. Nota per l’organizzazione del celebre Met Gala, ogni primo lunedì di maggio e per l’iconico ‘September Issue’, il voluminoso numero di settembre che racchiude tutta la moda che verrà, Wintour lascia un’eredità importante. Ancora non si conosce il nome del successore ma c’è chi scommette già, tra i papabili in lizza, su Chioma Nnadi, attualmente responsabile dei contenuti editoriali di ‘British Vogue’.
Il potere di Wintour si manifesta per prima cosa attraverso l’esclusività del Met Gala. Gli ospiti – per anni sono stati 600-700, ma nelle ultime due edizioni si sono ridotti a circa 400 – sono su invito e approvati da Wintour stessa, che ha dei criteri molto rigidi e una nota volontà ferrea. Si racconta che per anni Kim Kardashian desiderò partecipare, ma la sua presenza fu approvata soltanto nel 2013 (e da allora è un’ospite fissa). Anche essere generosi donatori del museo non serve a nulla se si è invisi a Wintour: al Met Gala può partecipare solo chi ha il suo favore, cioè persone di successo, di cui si parla e che lei considera affascinanti, interessanti e degne di far parte della sua cerchia.




