La svolta nel calcolo quantistico: Majorana 1, l’ultima della società di Bill Gates.
Microsoft ha recentemente presentato la chiave per ridurre sensibilmente le dimensioni dei computer quantistici: “Immagina un chip che sta nel palmo della tua mano ma è in grado di risolvere problemi che nemmeno tutti i computer sulla Terra oggi messi insieme riuscirebbero a risolvere!” Il quantum computing arriva così all’avanguardia giungendo alla conclusione di una sfida durata 20 anni, il chip Majorana 1, chiamato così per coronare il nome del fisico italiano Ettore Majorana che ha gettato le basi della meccanica quantistica e formulato la teoria delle particelle, sfrutta la prima architettura di core topologico.
Se i bit canonici potevano assumere valori binari di 0 e 1, grazie a un “exploit” dello stato di materia , questi superconduttori topologici si costruiscono su dei qubit che possono assumere entrambi i valori contemporaneamente in sovrapposizione. Questa proprietà quantistica assicura ai computer così realizzati una velocità di calcolo senza
precedenti, rappresentando un balzo in avanti che permetterebbe di superare i limiti dei calcolatori
classici, rivoluzionando campi come la medicina, la scienza dei materiali, la crittografia e
l’intelligenza artificiale.
Antonino Caffo, esperto settore informatico
Ecco un estratto di un’intervista a Antonino Caffo , giornalista ed esperto del settore informatico, tanto da collaborare con la NASA, che ci spiega i vantaggi concreti della nuova tecnologia: “La ridotta sensibilità agli errori significa che i computer quantistici basati su qubit topologici potrebbero eseguire calcoli più complessi e di lunga durata rispetto ai computer quantistici convenzionali. La maggiore stabilità potrebbe facilitare la costruzione su larga scala, con un numero di qubit sufficiente per applicazioni pratiche. La riduzione della necessità di sistemi di correzione d’errore complessi, comporterebbe una diminuzione dei costi di progettazione.”
Come tutte le novità nasconde usi ambivalenti, le utilità informatiche, sociali ed economiche (nella farmacologia facilitare la simulazione di sistemi molecolari in tempi celeri) che ne derivano non celano usi più sconsiderati: nell’ambito della sicurezza dati diventano così più semplici le azioni di decrypting, ovvero decifrare i sistemi di criptaggio più diffusi, dunque servirà probabilmente un maggiore livello di sicurezza per nascondere e proteggere le informazioni sensibili negando accessi non autorizzati.
I chip nei computer commercializzati ad oggi sfruttano il silicio, Majorana 1 usa l’arseniuro di indio(formula chimica InAs), lo stesso elemento presente nei rilevatori ad infrarossi: a contatto con temperature quasi glaciali permette di scaturire la superconduttività di questi processori e permette allo stato topologico (nuovo se non nella teoria, e non presente nei libri di scuola che si limitano a citare quello solido, liquido e gassoso) di non subire alterazioni o deformazioni che fino ad oggi disturbavano i “normali” sistemi quantistici, più instabili.




