Papa Francesco in viaggio verso Lussemburgo e Belgio
Il 46° viaggio apostolico di Papa Francesco, partito la mattina del 27 settembre 2024, lo ha portato in Lussemburgo e in Belgio. Durante il volo verso la sua prima destinazione, il Papa ha incontrato circa 60 giornalisti a bordo dell’aereo, ringraziandoli per la loro compagnia e il servizio svolto. Nonostante la breve durata del volo, ha mostrato la sua consueta apertura e gratitudine, scherzando sul fatto di non riuscire a percorrere il tradizionale giro per salutare personalmente ogni giornalista a causa dello spazio ristretto.
Un momento significativo durante il viaggio è stato quando il Papa ha ricevuto una borsa in stoffa senegalese, inviatagli dalla giornalista Eva Fernández, corrispondente di Radio Cope, come simbolo delle lotte e delle sofferenze che i migranti affrontano. La borsa è stata realizzata dai giovani della Fondazione Buen Samaritano alle isole Canarie, una regione diventata una delle principali porte d’accesso all’Europa per migranti e rifugiati. All’interno della borsa c’erano lettere scritte da migranti africani che raccontavano la loro odissea, tra cui storie di abbandono, povertà e coraggio nel tentativo di cercare una vita migliore lontano dai conflitti e dalla miseria delle loro terre d’origine.
La prima di queste lettere, scritta da Michel, un giovane senegalese, descrive come il ragazzo abbia viaggiato per sette giorni senza cambiarsi, con i vestiti bagnati dopo che i trafficanti gli avevano confiscato il suo zaino. Accolto dalla Fondazione Buen Samaritano, ora lavora per poter sostenere la sua famiglia rimasta in Senegal. Un’altra lettera, quella di Ousseynou Fall, narra il drammatico viaggio durante il quale ha visto morire molte persone di sete. Fall esprime il desiderio che una possibile visita del Papa alle Canarie possa portare conforto ai migranti. Ousmane, un altro migrante senegalese, racconta la sua esperienza utilizzando la poesia, mentre Bright Obanor, un padre nigeriano di tre figli, descrive il suo lungo viaggio dal suo Paese alla Libia, fino all’arrivo in Italia e infine in Spagna, dove è stato arrestato per una truffa legata ai suoi documenti. Nonostante le difficoltà, Bright ha ripreso gli studi e spera in un futuro migliore.
L’ultima lettera, di Abibo Danfá, un cristiano della Guinea-Bissau, racconta della sua decisione di lasciare il suo Paese a causa della fame e delle guerre, cercando una vita più sicura e dignitosa in Europa. Danfá, uno dei pochi cristiani arrivati alle Canarie, ha affrontato un viaggio pieno di pericoli, ma ora spera di poter ricostruire una nuova vita.
Queste storie sono un riflesso del tema centrale del viaggio di Papa Francesco: l’attenzione verso i più vulnerabili, in particolare i migranti che affrontano enormi sacrifici nella speranza di un futuro migliore. Il Papa ha spesso espresso la sua vicinanza ai migranti, sostenendo la necessità di accoglienza e solidarietà da parte dell’Europa. Questo viaggio apostolico, anche se concentrato su Lussemburgo e Belgio, ha dato l’opportunità a Francesco di richiamare ancora una volta l’attenzione su questa crisi umanitaria.
Il Belgio e il Lussemburgo, mete del viaggio, rappresentano il cuore dell’Europa e offrono un simbolo importante per la riflessione del Papa sulla questione migratoria e sulla capacità del Vecchio Continente di rispondere a queste sfide con umanità. Le lettere, i racconti e le storie consegnate al Pontefice servono da monito per comprendere le profonde difficoltà che milioni di persone affrontano ogni giorno nel loro cammino verso la speranza.




