Maggioranza Metsola, un record in nome delle larghe intese
Quello di Roberta Metsola è stato un vero e proprio trionfo, con la popolare maltese riconfermata allo scranno più alto dell’Emiciclo comunitario con l’appoggio record di 562 parlamentari, pari al 78% dei 720 membri dell’Aula. Una cifra che va ben oltre la somma dei voti della maggioranza di popolari, liberali e socialisti, che si attesta a 401.
Mai così tante conferme e voti per una sola persona nella storia del Parlamento Europeo. La popolare maltese ha infatti battuto il primato finora detenuto dal polacco Buzek, il quale, nel 2009, aveva ricevuto 555 preferenze in un’Aula all’epoca di 788 parlamentari (con il Regno Unito ancora presente).
Quello che attesta la vittoria di Metsola come un vero e proprio plebiscito è il fatto che i voti per l’unica sfidante, la spagnola Irene Montero, in rappresentanza di Left, sono stati appena 61. Ciò significa che nello scrutinio segreto, Metsola è non solo l’hanno sostenuta buona parte dei Verdi (53) e dei conservatori Ecr (78), probabilmente anche alcuni deputati della destra radicale dei Patrioti d’Europa e dell’Europa sovrana delle nazioni. Von der Leyen, dal canto suo, non avrà gli stessi numeri alla Commissione Europea, anche perché lunedì ha incontrato il gruppo dei conservatori ma non li ha convinti. Atteso in settimana anche il colloquio con Meloni.
Tornando all’elezione di Metsola, tra i 14 vicepresidenti appena eletti dal Parlamento europeo per la decima legislatura ci sono anche due italiane, le quali si trovano su fronti contrapposti: il Partito Democratico e Fratelli d’Italia, rispettivamente nelle figure di Pina Picierno, eurodeputata dem al terzo giro a Strasburgo, già vicepresidente nella legislatura uscente e Antonella Sberna, eletta al secondo scrutinio. Che l’elezione delle due italiane dei due schieramenti, socialista e conservatore, sia un presagio di come andrà anche il resto della legislatura?




