Al Cimitero Militare Francese si celebra la liberazione di Roma
Il 3 giugno si è tenuta, presso il Cimitero Militare Francese di Monte Mario, la cerimonia per l’80° anniversario dalla liberazione di Roma. La celebrazione si è tenuta alla presenza del Ministro della Difesa Guido Crosetto ed è stata presieduta dal Ministro delle forze armate della Repubblica Francese Sèbastien Lecornu.
“Sono onorato di poter commemorare con voi l’ottantesimo anniversario della liberazione di Roma, un evento che ha segnato una svolta decisiva nella storia dell’Italia e dell’Europa“, così ha esordito il Ministro Crosetto all’inizio del suo discorso commemorativo. Il giorno della liberazione, ha sostenuto il Ministro della Difesa, non è stata una semplice affermazione militare importante ma anche “una vittoria dei valori di libertà, di democrazia e di giustizia su cui si fondarono da allora in poi le democrazie occidentali“.
“Oggi siamo questo: una nazione amante della pace che vede nel rispetto del diritto internazionale, nella pacifica convivenza tra i popoli un ossequio ai princìpi sanciti dalla nostra Costituzione“. Il 2 giugno si è festeggiato il 78esimo anniversario dalla nascita della Repubblica Italiana, il giorno in cui gli italiani tornarono ad essere un paese libero. Crosetto ha poi espresso la sua gratitudine ai francesi che hanno combattuto e perso la propria vita per far sì che l’Italia e Roma venissero liberate dall’invasione tedesca, lontani dalla loro terra natale. Nel legame Italia-Francia, ha infatti specificato, “la Difesa è un pilastro dei nostri rapporti, rafforzata e innervata dal Trattato del Quirinale“
Oggi più che mai, le due nazioni collaborano per promuovere il dialogo e “prevenire l’inasprimento delle tensioni. Per contribuire alla pace laddove ci sono i conflitti o dove la sicurezza internazionale è venuta a mancare, causando la morte di civili inermi come donne e bambini, vittime ingiuste e dimenticate“. Crosetto ha menzionato quanto lui e il suo “amico Lecornu” abbiano parlato in questi mesi degli scenari critici internazionali e di quanto siano interessati a risolverli con gli strumenti del diritto internazionale, della diplomazia e della pace. Dall’Ucraina alla crisi in Medio-Oriente, dai civili palestinesi agli ostaggi israeliani, “Italia e Francia sono state le nazioni che più si sono impegnate per garantire il soccorso e gli aiuti umanitari alla popolazione palestinese […], consapevoli che la soluzione ‘due popoli e due stati’ è l’unica possibile per ridare la pace in quel pezzo di mondo“. Roma e Parigi condividono la stessa visione.
Il mondo è un luogo più pericoloso e ingiusto di prima, dobbiamo prepararci “a scenari più complessi e difficili di quelli a cui eravamo abituati“. L’obiettivo di Italia e Francia, nel nome di stessi valori, obiettivi ed interessi è quello di rafforzare ulteriormente la cooperazione, ha spiegato il Ministro. Tutto ciò al fine di “ottenere delle nazioni più sicure, per ottenere la difesa della democrazia e di ciò che abbiamo conquistato nei decenni”. Crosetto ha poi anticipato che è stata firmata recentemente una lettera d’intenti mirata a costruire maggiori collaborazioni in campo industriale. Si sta sviluppando sempre di più, in aggiunta, “l’idea di una difesa europea che riesca a integrare le difese nazionali e possa diventare il pilastro continentale dell’alleanza atlantica in grado di rispondere alle sfide del presente e del futuro“. Un mondo migliore è un mondo più sicuro, dove la Difesa protegga la democrazia, la sua prosperità e la pace.
Sempre nella mattinata al Cimitero Militare Francese di Roma, il ministro delle Forze armate francesi Lecornu ha sottolineato che dall’amicizia comune è nata la Comunità europea. “Nel corso del seconda guerra mondiale il popolo italiano si rese presto conto di avere al suo fianco nazioni affini che lo avrebbero liberato dal pericolo. Una di queste era il popolo francese”, ha detto Lecornu. “Il 4 giugno 1944 si scrissero le pagine più belle della storia dei nostri due popoli, suggellando per sempre l’amicizia che ci unisce e dalla quale sarebbe poi scaturita la creazione della Comunità europea”.




