La tragedia di Suviana: c’è sicurezza sul lavoro per tutti?
Martedì 9 aprile si è verificata un’esplosione alla diga del bacino di Suviana, in Provincia di Bologna. L’ultimo bilancio della Prefettura di Bologna è di 3 morti ufficiali, corrispondenti ai corpi individuati finora, altri 4 lavoratori si danno ancora per dispersi.
Per ora, le vittime del disastro sono Mario Pisani, 73 anni, residente a San Marzano di Giuseppe, provincia di Taranto; Vincenzo Franchina, 35 anni, residente a Sinagra, provincia di Messina; Petronel Pavel Tanase, 45, rumeno, residente a Settimo Torinese.
La risposta del governo
La tragedia di Suviana porta con sé inevitabilmente alcune riflessioni necessarie. Solo nei primi due mesi del 2024 ci sono state 119 denunce per incidenti mortali sul lavoro (quasi il 20% in più rispetto a gennaio e febbraio dello scorso anno). Sono morti operai, collaudatori e tecnici. Nel caso della centrale elettrica Enel di Suviana, tecnici che lavoravano per ditte esterne. Intanto, solo in tutto il 2023 – stima l’Istituto nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – si contano 1041 morti bianche. Una media di 3 morti al giorno. “Più ispettori, più strumenti, più controlli, più fondi per la prevenzione, più formazione, regole più severe. Questo abbiamo fatto e questo stiamo facendo” ha proclamato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone lo scorso 22 marzo.
La ministra ha annunciato un pacchetto di norme che va dall’incremento delle assunzioni degli ispettori del lavoro, il coordinamento e il rinforzo delle ispezioni e del sistema sanzionatorio. Inoltre, quest’incremento servirà anche a rafforzare la formazione dei datori di lavoro, dei lavoratori e la salvaguardia delle imprese. Il problema è che il pacchetto di norme annunciato da Calderone è confluito nel decreto 19. Quest’ultimo, infatti, è ancora in fase d’esame sotto gli occhi della commissione Bilancio alla Camera. Per lo stesso motivo è congelato anche il ddl Lavoro. Le morti sul lavoro, però, continuano.
Le parole del segretario di Fillea Cgil
La ministra si è presentata sul luogo dell’esplosione a Suviana ribadendo che le norme per la sicurezza del lavoro “ci sono e ne stiamo mettendo in campo di nuove”. In aggiunta, ha sottolineato che “pur consapevoli di situazioni di uso improprio di alcuni contratti di lavoro e che queste cose vanno sanzionate e vanno trovati strumenti di prevenzione, per questa situazione di Suviana è prematuro andare a ragionare su come si siano svolte le dinamiche e, soprattutto, fare valutazioni che attengono informazioni che ciascuno di noi può avere, ma che non sono solo sommarie e senza completezza d’analisi”.
Eppure, fa notare Alessandro Genovesi a Domani Editoriale che esistono categorie di lavoratori che continuano ad essere pesantemente a rischio. Gli edili hanno un’aspettativa di vita di cinque anni in meno rispetto a tutti gli altri. Infatti, “sono costretti a lavorare in condizioni inadeguate, critiche, su impalcature. Un fatto impensabile”. Ha poi aggiunto il segretario generale Fillea Cgil che “l’Italia che emerge dagli avvenimenti di cronaca è un’Italia polarizzata: da un lato, imprese che investono in formazione, dall’altro imprese che, per gli alti profitti, scommettono sulla riduzione dei costi, in termini di lavoratori e sicurezza […]. […] bisognerebbe riflettere sul modello di lavoro oggi: precario, esternalizzato, volto solo al profitto”.
Oggi, giovedì 11 aprile, è sciopero nazionale contro le morti sul lavoro. Parteciperanno Cgil, Fillea Cgil, e Uil. Lo scioperò sarà di quattro ore per i settori privati, con un’estensione di otto ore per gli edili. I motivi dello sciopero sono tanti. Uno tra i più importanti, come sottolineato dallo stesso Genovesi, è l’assenza di una norma per limitare gli appalti al massimo ribasso nel privato. Inoltre, manca un piano nazionale finanziato di prevenzione su salute e sicurezza. Forse, bisognerebbe partorire tutto ciò al più presto. Per evitare che qualcun altro al piano meno otto, quaranta metri sono il livello di un lago artificiale, muoia in modo così tragico.




