Territori occupati: un conflitto senza fine che ha portato 800.000 palestinesi a perdere la propria casa
Nei territori della Palestina, gli ultimi dati di vaccinazione riportano che il 28,8% ha completato il ciclo di vaccinazione. In Israele il numero di vaccinati sale fino a toccare il 70%.
Questo numero è monito della frattura sociale ed economica di un territorio conteso. Oggi ricorre la giornata di solidarietà verso il Popolo Palestinese. La ricorrenza, istituita nel 1977 dall’ONU, chiedeva una ripartizione di territorio equa e la nascita di due Stati indipendenti, uno arabo ed uno ebraico.
Hamas è oggi, parallelamente alle istituzioni palestinesi, l’autorità di potere e di riferimento per il popolo palestinese. L’excursus di maggio è solo l’ultimo conflitto di un percorso lungo, travagliato e continuo. La lotta si inasprisce nel 1967, quando l’OLP, Organizzazione per la liberazione della Palestina, guidata dall’unico obiettivo di creare uno Stato Palestinese, promuove la lotta armata, portando a compimento diversi attentati terroristici nei territori israeliani. Nel 1993 sembra raggiunta una tregua, l’OLP riconosce Israele e viceversa, istituendo l’Autorità nazionale palestinese, che acquisisce funzioni di autogoverno nei territori occupati. La tregua dura per poco tempo, l’Autorità nazionale palestinese non ha funzioni e poteri di un’entità statuale e dal 2000 i conflitti si inaspriscono.
Oggi 138 paesi nel mondo riconoscono ufficialmente la sovranità dello Stato di Palestina. Dieci anni fa la Palestina chiede l’ammissione all’Organizzazione delle Nazioni Unite come stato osservatore. La richiesta è viene accettata con 138 Stati favorevoli su un totale di 198 paesi. I territori di Palestina, sempre più erosi dalla potenza internazionale dello Stato di Israele, sono controllati da diversi attori internazionali che concorrono in alleanze strette con lo Stato Israeliano. La ricostruzione della Striscia di Gaza dopo il conflitto armato di maggio che ha visto una distruzione massiccia di interi palazzi e centri urbani, oggi abitata per l’85% da palestinesi, è stata affidata ad una colossale impresa di costruzioni egiziana molto vicina al Presidente Abdel-Fattah al-Sissi, con tanto di gigantografia del presidente egiziano esposta sulla linea di costa con una larga sponsorizzazione per la ricostruzione cittadina.
Per uscire dalla striscia di Gaza c’è una sola via di uscita. Nel 1991 Israele ha annullato il “permesso generale di uscita”, ridimensionando i permessi e concedendo solo quelli che la direzione israeliana chiama “casi umanitari eccezionali”. Nel 2000 viene distrutto e chiude definitivamente l’aeroporto nella Striscia di Gaza, rendendo di fatto impossibile l’uscita dal perimetro.
Nell’area di contesa tra Palestina e Stato di Israele, nel 1931, sulla totalità del territorio, in ogni area indipendente come Haifa, Tulkarim, Tel Aviv, Ramla, Hebron, e la stessa Gaza, la popolazione araba variava tra il 60%e il 90%, mentre quella di origine ebraica tra lo 0 e il 10%, raggiungendo il 25% in pochissime zone. Gli scontri tra Hamas e Israele sono continuati dopo maggio, in una sordina mediatica internazionale, portando un’allerta quotidiana per lancio razzi nella striscia di Gaza. Hamas lanciava palloni incendiari e Israele rispondeva con raid aerei. La verità non pende da un lato e il tessuto umanitario, oggi vittima di un conflitto che perdura in maniera continua, è in condizioni di disastro umanitario.
Una ricerca pubblicata da Tainted tourism, letteralmente turismo corrotto, rilasciata da una Ong britannica risulta utile per comprendere i vari aspetti e processi che poi compongono la questione palestinese. La denuncia prende in esame cento touroperator di provenienza e dislocamento europeo o statunitense, analizzando come nella quasi totalità degli annunci delle offerte di viaggio, la destinazione fosse sempre “pacchetto destinazione Israele”, dimostrando come l’economia di sopravvivenza palestinese non abbia orizzonti di crescita.
La capitale palestinese, delimitata in Gerusalemme Est, ma occupata di fatto dall’esercito Israeliano dal 1967, oggi conta di luoghi di interesse artistico e valore internazionale, come la Spianata delle Moschee, il Muro del Pianto o la Basilica del Santo Sepolcro. Mentre Hebron, cittadina in Cisgiordania di 200.000 abitanti a maggioranza palestinese, è il luogo dove la Bibbia indica presenza della sepoltura di Abramo. Sono diverse le città in Palestina oggi indicate come le città più antiche del mondo.




