Venezia a rischio blacklist. Unesco punta i piedi

È arrivata proprio in questi giorni la comunicazione che Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, avrebbe intenzione di inserire la città di Venezia nella propria blacklist come sito a rischio. La bozza verrà votata tra il 16 e il 31 luglio a Fozhou in Cina, durante la riunione annuale del comitato del patrimonio mondiale che riconosce e monitora lo stato di salute dei vari siti sparsi per il mondo.

La notizia giunge in un periodo in cui, anche a livello nazionale, sono state prese diverse decisioni in merito al passaggio in città delle grandi navi, su cui il ministro Franceschini ha poi dovuto fare dietrofront. Nella bozza di un provvedimento era stata infatti inserita la data del 5 luglio come termine ultimo del passaggio delle navi da crociera nel bacino di San Marco, ma il pressing della autorità locali e dei sindacati ha fatto sì che questa data venisse cancellata.

Le motivazioni

Le principali imputate sono le grandi navi, una questione che ormai da anni è al centro delle discussioni in città. Se ne è cominciato a parlare nel 2012, quando il decreto Clini Passera vietò il passaggio per il canale della Giudecca delle navi dalla capacità di oltre 40 mila tonnellate. La cosa non ha però mai trovato nella pratica alcuna attuazione, dal momento che non sono state mai trovate valide alternative a quel tragitto.

Nel corso degli anni a Venezia i cittadini preoccupati per la propria città hanno cominciato a raccogliersi attorno al comitato No Grandi Navi che in diverse occasioni ha fatto sentire la propria voce ed ha portato le proprie ragione per la contrarietà al passaggio di questi mezzi. L’ultima protesta si è svolta lo scorso 5 giugno quando, dopo il fermo dovuto alla pandemia, una nave da crociera ha solcato nuovamente le acque della Laguna.
Dall’altro lato invece, forte è la paura di tutti coloro i quali lavorano nel bacino del porto e con il turismo per i quali, il decentramento dell’approdo delle navi al di fuori di Venezia – una delle soluzioni messe in campo per risolvere il problema -, vorrebbe dire un calo dell’economia e dell’occupazione.

Ad esse, scrive Unesco nella bozza, si aggiungerebbero i problemi legati al turismo di massa, al numero di residenti che da anni ormai è in discesa, al completamento del Mose – entrato in funzione un paio di volte questo inverno, sebbene non ancora terminato completamente- e al suo impatto sulla Laguna, alla presenza delle fabbriche inquinanti di Marghera da spostare, e infine i problemi legati ai grandi progetti edilizi che non terrebbero conto della sostenibilità architettonica e ambientale della Laguna.

È importante sottolineare come questo sia solo l’ultimo di diversi moniti che negli ultimi anni Unesco ha mosso nei confronti del sito di Venezia. Nella bozza appare chiaro come venga riconosciuto che siano stati fatti passi avanti per migliorare i diversi aspetti critici che colpiscono la città, ma non abbastanza per vedere un netto cambiamento di tendenza.

Possibili soluzioni

Per quanto riguarda le grandi navi, il comitato nella bozza suggerisce di trovare nell’immediato una soluzione a lungo termine come potrebbe essere il “reindirizzamento verso porti più adatti all’area”, oltre alla ricerca di un modello più sostenibile per il turismo di massa.
In questa direzione, vari tentativi sono già stati compiuti anche nel 2021 dal governo italiano che in una legge approvata lo scorso 12 maggio ha indetto un concorso per trovare nuove idee su possibili approdi per le navi al di fuori della Laguna.

Qualora a luglio la bozza dovesse venire accettata, all’Italia verrebbe chiesto di progettare un piano d’azione costituito da misure da adottare al più presto in città, da presentare successivamente nel febbraio 2022 al comitato. Nell’eventualità che le misure non venissero considerate adeguate, il sito patrimonio Unesco Venezia rischierebbe il declassamento definitivo, dopo più di trent’anni dal suo ingresso nella lista (1987). Questo consisterebbe anche nella perdita di diversi finanziamenti economici.

Reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni delle autorità locali che tramite le parole dell’assessore al Turismo, Simone Venturini ha dichiarato, puntando il dito verso il governo, che tutte le questioni sollevate da Unesco sono elencate nel “Dossier Venezia” consegnato al governo diverso tempo fa. A lui ha fatto eco anche Luca Zaia, governatore della regione.

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